Sant’Oronzo negli anni, una festa tra luci e ombre

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Lecce – La “Tipografia del Commercio” di Lecce di Alberto Buttazzo, attualmente in via dei Perroni, n. 21, vicino alla Chiesa di San Matteo, fondata nel 1926 da Umberto Buttazzo e dal figlio Antonio con la denominazione di tipografia “La Teatrale”, specializzata in lavori (locandine e manifesti) legati agli spettacoli e ubicata dapprima in via dei Conti di Lecce e poi in via Boemondo, fa parte della storia di Lecce.

Così, come della storia leccese è espressione caratterizzante anche la Festività dei Santi patroni, Oronzo, Giusto e Fortunato che ricorre dal 24 al 26 agosto.

I locali della Tipografia, dove si respira un’aria antica come se computer e social non esistessero proprio, ai giorni nostri ospitano spesso eventi culturalmente importanti ed interessanti, come la mostra, inaugurata alla presenza delle Autorità cittadine la mattina del 24 agosto, “La storia della festa”, ove si possono ammirare i manifesti delle celebrazioni patronali risalenti agli anni ’40, e le locandine del 1855.

E si scopre, così, che in passato le festività patronali duravano per quasi tutto il mese di agosto, protraendosi talvolta anche fino ai primi giorni del mese di settembre; che i “cantanti” che si esibivano erano assolutamente “di grido” e che le orchestre, ospitate in più “casse armoniche” erano davvero prestigiose.

Insomma, risalendo nel tempo, anche grazie al ricordo dei manifesti e delle locandine della “Tipografia del Commercio”, si ha modo di scoprire che in passato le festività patronali avevano un’impronta decisamente più religiosa ed artistica, anziché smaccatamente consumistica, come ai giorni nostri.

I manifesti, ammirati nella mostra, ci ricordano anche l’ “esperimento” del Palio di Lecce, che per alcuni anni ha coinvolto i Quartieri della Città ed emozionato i leccesi, portando – prima di sparire dai programmi dei festeggiamenti – finanche alla realizzazione di Piazza Palio, ormai adibita a Quartiere Fieristico.

E oggi le festività patronali sono, oltre al luna park, una manciata di bancarelle di cianfrusaglie, inutili quanto variopinte; una processione seguita da coloro che vi sono costretti per funzione istituzionale e da pochissimi ‘fedeli’; chiassosi ‘concerti’ in una piazza troppo piccola per contenere i fan di qualche cantante non proprio in auge e… tanto, tanto, tanto traffico caotico.