Ritorna a Campi Salentina per il 1º maggio la tradizionale “Festa della Pummeta”

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Anche quest’anno aquiloni in volo da terrazzi e balconi delle case per le limitazioni dovute al Covid


Campi S.na (Le) – Si è rinnovata anche quest’anno in occasione del 1° maggio, seppur con le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, la tradizionale “Festa della Pummeta”, l’evento/raduno che si svolge da 15 anni a Campi Salentina con lo scopo di riempire il cielo di aquiloni colorati e raccogliere fondi da destinare in beneficienza alle attività dei frati Cappuccini della Parrocchia San Francesco di Assisi.

Anche quest’anno, come nel 2020, le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria hanno indotto gli organizzatori ad invitare i numerosi partecipanti ad un flash mob facendo volare i propri aquiloni (le pummete appunto), professionali o fatti in casa con metodi artigianali come una volta, dal proprio balcone, terrazzo o dal giardino di casa, col risultato che non solo i cittadini di Campi Salentina, ma tutti gli italiani, hanno avuto la possibilità di partecipare condividendo un momento di gioia in cui sentirsi di nuovo bambini.

Il Sindaco Alfredo Fina, intervenuto alla cerimonia di apertura della giornata, svolta in forma ridotta, ha elogiato il lavoro di tutti i volontari che hanno, con generosità, contribuito alla organizzazione di questa nuova “particolare” edizione e ha voluto lasciare un messaggio per commemorare la “Festa dei Lavoratori”: “Anche quest’anno ci ritroviamo a celebrare il 1° maggio con tono mesto: manifestazioni in forma ridotta, concerti virtuali e dibattiti online rimpiazzeranno tutti gli eventi che di solito vengono organizzati in questa giornata.
Come sappiamo e vediamo, la crisi economica derivante da questa pandemia globale, sta falcidiando l’occupazione ovunque, creando milioni di disoccupati e di nuovi poveri. Le categorie più colpite dall’emergenza sanitaria sono state quelle che già erano lavorativamente più svantaggiate: le donne e i giovani e non sappiamo ancora le ricadute che lo stop al blocco dei licenziamenti avrà sul mondo del lavoro. Siamo in un momento in cui molte famiglie temono non solo per il proprio futuro ma anche per il proprio presente.
Oggi però abbiamo una grande opportunità che ogni crisi offre: ripensare, ripartire, ricostruire in modo diverso e nuovo. Per questo auspico che a livello europeo e nazionale si prendano impegn seri volti ad attuare strategie serie di rilancio del lavoro. In particolare mi auguro che nel piano nazionale di ripresa previsto col Recovery Fund ci siano più risorse che scongiurino il rischio di collasso occupazionale.
In questo 1° maggio, però, è necessario lodare anche la determinazione e il duro lavoro di migliaia di lavoratori che hanno resistito e mantenuto in vita le proprie attività nonostante una pandemia globale. È opportuno, oggi più che mai, inviare un ringraziamento verso lavoratrici e lavoratori della sanità, dell’istruzione, della ricerca e della cultura, nel pubblico come nel privato, che hanno retto in modo straordinario ed efficace l’impatto devastante del virus sulla popolazione.
In particolare, il mio pensiero va a tutti i medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari della Protezione Civile impegnati all’interno del Presidio Territoriale e dell’Hub vaccinale di Campi Salentina che, come nessun altro in questa crisi, hanno combattuto in prima linea e che ora, con le vaccinazioni di massa, nonostante le difficoltà nel reperimento delle dosi, continuano a lavorare senza sosta per salvare vite. Se oggi stiamo ripartendo è anche grazie a loro”.