Non solo musica nel mondo di Bud

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BudNelle scorse settimane abbiamo potuto ben capire come la “Street Recordz” non è solo un gruppo di ragazzi amanti del rap. Dietro c’è una forte macchina organizzativa che mantiene in piedi tutto il loro operato. Tra i ragazzi non passa inosservato Bud, nome d’arte di Simone Turco, il quale, oltre che di musica, si occupa della gestione degli eventi dei suoi compagni e della loro immagine. È proprio lui il protagonista della nostra intervista di questa settimana!

Bud è il tuo pseudonimo, perché hai scelto questo nome?

Mi sono ispirato all’attore televisivo Bud Spencer. Quando ero ragazzino più di qualcuno notava questa somiglianza tra me e la star americana e, infatti, mi sono ritrovato in questo paragone non solo a livello fisico (difatti il nostro aspetto è molto simile), ma anche a livello comportamentale: mi ritrovo in molti suoi atteggiamenti. Addirittura a volte, scherzando, dico di esserne il nipote!

Quando sei entrato a far parte della “Street Recordz Fam”?

Io ne sono un socio fondatore a tutti gli effetti, insieme a Davide Mixa, Alfredo Pagano e Riccardo Dinho Seclì come hanno potuto confermare nelle loro precedenti interviste. Era, ormai, quasi due anni fa quando abbiamo voluto dar vita a questa esperienza e siamo ancora qui.

Qual è il tuo ruolo all’interno della family?

Mi occupo di consulenza nella regia, nella scenografia, nei montaggi e partecipo alla creazione dei testi; per di più sono una comparsa fissa o il protagonista dei video dei miei compagni. Io sono anche il consulente esterno in quanto raccolgo e valuto critiche, comportamenti ed emozioni dei fans durante le esibizioni o dopo l’uscita di video e canzoni. Come Alfredo Pagano io non sono pienamente competente di rap come gli altri, non produco musica, ma il mio ruolo è quello di intermediare a livello tecnico e personale. Io sono colui che cura le pubbliche relazioni della Street Recordz e il mondo esterno. La mia missione, soprattutto, è quella di portare il rap ovunque, anche nel sociale, e sdoganarlo perché spesso si ritiene che la musica rap non sia altro che un miscuglio di sintetizzatori e registrazioni di altri, ma dietro ci sono ore e ore trascorse davanti a un computer e davanti ad un foglio di carta; ci sono lavori di metrica e di battute che devono essere rispettate.

Quando, invece, ti sei avvicinato al mondo della musica rap?

Mi sono avvicinato al rap non appena ho deciso di collaborare con loro. E’ stato un incontro casuale: io conoscevo alcuni di loro perché vivevamo nello stesso quartiere, frequentavamo gli stessi luoghi, abbiamo vissuto esperienze particolari e poi ci siamo ritrovati nell’esperienza “Street Recordz”. Sto imparando a fare rap, dunque, da un paio d’anni.

In quest’arco di tempo quanti brani o album hai registrato e pubblicato?

Di mio potete trovare online la mia collaborazione con la Street Recordz nella combo di “Gangnam Style”, che è il brano che ha avuto maggior successo oltre poi a “Funk and Furios” eseguita insieme a JSklera (protagonista dell’intervista della prossima settimana); ci sono anche altri brani che, però, sono più che altro delle sperimentazioni come ad esempio  “Scoppia dentro me”. Quest’ultimo, in particolare, è uno dei miei esperimenti musicali che sono contenuti in una raccolta, “Bud Experience”, che non è stata ancora pubblicata.

C’è, comunque, l’intenzione di creare un album tutto tuo?

Al momento no. C’è sicuramente il desiderio, ma prima voglio modificare e perfezionare il mio modo di cantare. Io, infatti, mi definisco un cantante multi genere, non sono un rapper vero e proprio. Mi sono innamorato del rap ma, in realtà, sono figlio di altri generi come il punk-rock, il raggae, il pop inglese e la musica leggera italiana.

Riguardo a questi altri generi musicali, hai inciso qualcosa?

No. Avendo conosciuto loro posso dire che faccio rap sul reggae. In questo modo seguo una mia vecchia passione rispettando la linea stilistica della family.

Anche tu partecipi ai live che vedono protagonisti i tuoi compagni?

Partecipo anch’io ai live dei miei amici anche se meno frequentemente rispetto ad altri.

Qual è l’esibizione che ricordi con più emozione?

I ricordi più belli sono due, tra l’altro sono consecutivi e correlati. Mi riferisco ai due live eseguiti a Novoli nel luglio scorso, nell’ambito della manifestazione “E…State in Stazione”, e ad un evento, quasi nato dal nulla, avvenuto a Campi. Mi sono rimasti impressi per l’emozione che mi ha suscitato l’ovazione del pubblico e per l’effetto che ha provocato su di me: diciamo che ho dato tutto me stesso!

Ritieni che al giorno d’oggi, in Italia, ci siano i mezzi utili per provare ad emergere oppure credi che fosse più facile prima?

Penso che oggi sia molto più facile. Adesso si può fare qualunque cosa, anche fischiettare davanti ad un computer e possono vederti tutti. L’emergere dipende da te: se hai talento, emergi e devi anche avere la fortuna di collaborare con qualcuno che ti possa far raggiungere determinati luoghi o persone che ti aiutano a migliorare sempre di più e a distinguerti dagli altri. Adesso, quindi, è più facile farsi notare, emergere è più difficile, ma, se realmente vali, ce la fai.

Nell’immediato futuro c’è qualcosa in calendario che ti vede partecipare?

A livello personale c’è la mia collaborazione con i miei amici della “Street Recordz” nella combo “ Cappuccetto Rosso” (frutto, fra l’altro, di una mia idea)  che verrà presentata in esclusiva nei giorni della manifestazione culturale campiota “La città del libro”. Successivamente ho intenzione di farne un remix speciale da far ascoltare durante i nostri live.

Un’ultima domanda: quali sono i tuoi recapiti online qualora qualcuno volesse mettersi in contatto con te?

Semplicemente tramite la pagina ufficiale di facebook della “Street Recordz” o altrimenti tramite il mio profilo privato. Compaio, comunque, in tutti i video dei miei compagni su Youtube.

Dalle parole di Simone è emerso il suo forte interesse e la sua grande passione per l’essenziale lavoro che svolge per i membri della Street Recordz. Noi di Paisemiu.com gli porgiamo il nostro sentito augurio per il futuro, in attesa del protagonista della nostra ultima intervista: JSklera! 

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