“Giovani e scambi interculturali nello scenario comunitario”, al via a Squinzano il primo convegno de “I Binari della Tradizione”

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Squinzano (Le) – È stata inaugurata lunedì 12 giugno, a Squinzano, la rassegna di convegni a cura dell’associazione di promozione sociale “I Binari della Tradizione” e che successivamente toccherà Novoli, Casalabate, Salice e Guagnano. In occasione dei trent’anni di attività del progetto Erasmus, l’associazione ha organizzato un incontro dal titolo “Giovani e scambi interculturali nello scenario comunitario”.

In Piazza Plebiscito, dunque, si è discusso di come il concetto stesso di Unione Europea sia fortemente legato a quello degli scambi culturali tra i vari paesi membri, su tutti i numerosi progetti finanziati e promossi dalla Commissione Europea, quello Erasmus è senza dubbio tra i più diffusi e noti, tanto da coinvolgere anno per anno un numero sempre maggiore di studenti.

S ono stati numerosi gli interventi dei relatori presenti, moderati con interessantissimi spunti di riflessione, da Carlo Merchich, consigliere comunale di Squinzano e Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del nord Salento; a fare gli onori di casa il sindaco di Squinzano Mino Miccoli: “Questo convegno rappresenta un momento culturale particolarmente importante, in particolar modo perché oggi si parla di giovani, un tema decisivo per le nostre comunità, ringrazio l’Unione dei Comuni e I Binari della Tradizione per aver portato nella nostra città così tanti relatori di spessore”.

Presente anche il presidente dell’Unione Giuseppe Taurino: “Partiamo con un tour per presentare un progetto che ha la funzione di stimolare il territorio nella ricerca e nella corretta utilizzazione dei fondi comunitari, fondamentali per una corretta crescita. Abbiamo scelto di comprendere un’area quanto più vasta possibile, lo sforzo dell’Unione è stato quello di credere in questa progettualità condivisa tra i vari comuni membri. Occorre pensare ad un modello di azioni che siano diverse da quelle usate fino ad adesso dall’Unione stessa, la presenza dell’Università, dei ricercatori e della Provincia, sono l’inizio di quella che spero possa diventare una collaborazione continua e costante.

Uno dei momenti più interessanti dell’incontro è stata la testimonianza diretta di chi ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza di apertura internazionale che il progetto Erasmus comporta, Mario Pede, ex-studente Erasmus ha così portato la propria testimonianza, di chi affrontando un percorso di studi in un paese estero ha arricchito non solo il proprio bagaglio culturale, ma anche quello umano: “Ringrazio di cuore i relatori per la possibilità che mi è stata offerta. Ritengo sia di vitale importanza informare i cittadini dei programmi riguardanti gli scambi culturali come il progetto Erasmus. Personalmente ho concluso da poco la mia esperienza di studio in Romania, divenuta ormai una mia seconda patria. Sono felice di poter raccontare la mia esperienza dopo aver combattuto il pregiudizio che troppo spesso affligge alcune terre dell’est Europa, mi sono giunte molte rimostranze per la mia scelta, ma in realtà ho avuto modo di vedere come la Romania sia una terra affascinante e ricca di opportunità all’interno della quale, grazie al0 progetto Erasmus, ho potuto incontrare molti giovani nella mia stessa situazione, provenienti dalle diverse nazioni europee. Il che non ha fatto altro che arricchirmi come essere umano, mi verrebbe quasi da dire come questi progetti debbano diventare un vero e proprio dovere civico, nei confronti di sé e degli altri”.

Presenza importante, quindi, quella dell’Università del Salento, per l’occasione rappresentata dal Prorettore Vicario, Domenico Fazio: “Questa di oggi è un’occasione propizia, in quanto si festeggiano i trent’anni del progetto Erasmus, nella mia esperienza di docente universitario sono stato uno dei primi a mandare uno studente in Germania, tramite questo progetto, e le possibilità che gli sono state offerte hanno permesso ad un nostro ragazzo di trovare un lavoro stabile come insegnante in quella terra. Personalmente ho realizzato parte della mia tesi di laurea in Germania, quindi ho avuto sempre la propensione verso gli scambi internazionali. È importante, inoltre, che lo scambia culturale sia reciproco, quindi che anche studenti esteri vengano ad ampliare i loro orizzonti qui da noi. L’Erasmus è anche un ottimo punto per il curriculum, che va di pari passo con la conoscenza delle lingue. L’università del Salento ha garantito un aumento del 30% per le borse di studio Erasmus, e siamo stati in grado di vincere tre progetti internazionali e uno nazionale per gli scambi con l’est Europa. In quest’ottica siamo orgogliosi che molti nostri corsi di laurea consentano di conseguire il titolo anche all’estero.”

Francesco Romano e Carmelo Calamia, rispettivamente formatore ed ex volontario di Servizio Europeo, Associazione SEI e dirigente Servizio Politiche Comunitarie Provincia di Lecce, hanno infine posto l’accento sulla necessità di porre alla base di ogni progetto di sviluppo territoriale, una forte idea di Europa Unita, Romano, che si occupa della Sezione Giovani, da tempo offre la possibilità ai giovani di spostarsi nei vari paesi europei a titolo gratuito, e senza particolari parametri nei quali rientrare; Calamia ha potuto in seguito spiegare come tali progetti siano la prova evidente che occorre essere europeisti.

Chiusura affidata a Giovanni De Luca, Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento e ideatore del progetto I Binari della Tradizione, il consigliere ha avuto modo di sottolineare l’importanza della collaborazione tra i comuni per la crescita progettuale comune: “In questa sede, è da lodare l’iniziativa di Squinzano per mezzo del sindaco Miccoli, poiché nel momento di una ridefinizione dei ruoli dell’Unione dei Comuni ha pensato di dare alla sua città un taglio e una vocazione europea pensando allo Sportello Europa. Massima espressione di una spinta ambiziosa per creare uno sportello che ci colleghi direttamente a Bruxelles. Dobbiamo lavorare tutti insieme su questa linea operativa, abbandonando ogni concezione campanilistica: non più tanti piccoli orticelli, ma un unico grande giardino in comune.”

L’invito, dunque, è quello di varcare la soglia del territorio nazionale per andare alla scoperta di altre culture, l’Erasmus ha sempre fornito quegli scambi culturali fondamentali nella vita di uno studente, con la consapevolezza che la vera conoscenza è un viaggio, aprirsi ad esperienze multiculturali stimola la mente e costruisce, attraverso i giovani, dei ponti per le idee.