Fatto di scarti e “abitabile”: a Melpignano l’albero di Natale fa riflettere

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Melpignano (Le) – È alto poco più di 7 metri ed è stato realizzato con l’aiuto dei cittadini, intrecciando i cosiddetti  “vinchi”, ossia gli scarti delle potature. Risultato? Un abete fiabesco che in Piazza San Giorgio, a Melpignano, invita alla riflessione su più fronti: la riforestazione, il cambio di prospettiva, la sostenibilità, l’accoglienza e la sfida di sentirsi cittadini del mondo ogni giorno, ciascuno nel suo piccolo.

C’è tutto questo e molto altro nell’albero di Natale voluto quest’anno dall’amministrazione melpignanese, guidata dal sindaco Valentina Avantaggiato.

L’abete, che invita a riflettere, è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’artista Fabio Pedone, di Alessano, ed è un’opera di Land Art (letteralmente “arte della terra”). Si tratta di una nota forma d’arte contemporanea originaria degli Stati Uniti e caratterizzata da un rivoluzionario passo a due tra artista e natura. Musa ispiratrice del progetto è stato il Parco dei Paduli: qui i vinchi intrecciati danno vita a veri e propri “nidi” in cui poter alloggiare, soggiornando all’interno del parco.

L’abete è stato letteralmente messo in piedi nell’arco di una sola settimana, grazie all’aiuto fondamentale di tanti cittadini che, a turno, si sono avvicendanti nei vari giorni di lavoro. Qualcuno ha ripulito i rami, qualcun altro li ha tagliati e poi Fabio, con il suo tocco artistico e aiutato da sapienti collaboratori, ha saputo mettere insieme tutti i “pezzi”. Una trama fitta e resistente, come questa terra, si sviluppa lungo una struttura di supporto donata da un concittadino alla sua comunità, l’ingegner Tarantino della Newton & Watt srl.

Meraviglia nella meraviglia, l’abete è persino visitabile: grandi e piccini possono ammirarlo anche dall’interno, lì dove è stato tappezzato di luci e disegni realizzati dai piccoli della comunità. Agli studenti dell’Istituto Comprensivo di Melpignano, guidati dalla dirigente Enrica Saracino e dalle maestre, nei giorni scorsi è stato chiesto di scovare le immagini degli alberi più belli, anche negli angoli più remoti di tutto il mondo, e di ritrarli a loro volta su delle cartoline. Un modo per sentirsi cittadini del mondo, tutori della biodiversità e della bellezza, ovunque essa sia. E così la pancia dell’albero, pronta ad accogliere tutti, lancia a sua volta un messaggio di accoglienza e appartenenza universale, che non può non passare da un cambio di prospettiva.

È proprio questa la sfida del Natale di Melpignano: suggerire ai cittadini un nuovo punto di vista che avvicini alla Natura, alle persone, agli elementi che compongono tutto il nostro ecosistema.

Un Natale all’insegna della sostenibilità e della riflessione: così lo ha immaginato, in questo strano anno, il Comune di Melpignano. «In un periodo storico anomalo che ci costringe in casa e a “debita distanza” dai nostri affetti  – spiega la sindaca, Valentina Avantaggiatoil nostro invito è ad imparare dalla Natura, tornando alla terra e ai suoi principi, semplici ma profondi al tempo stesso. Rispettare gli altri e tutto ciò che ci circonda, sempre e ovunque, significa  rispolverare i veri valori: quelli dell’unione, dell’armonia, il senso di appartenenza e di comunità, i principi dell’altruismo e della carità che è condivisione».

Non finisce qui. In un Salento che si impegna per la riforestazione, per un paesaggio non più caratterizzato dalle monoculture (necessità impellente imposta dal dramma della xylella) e che impone riflessioni profonde sul futuro di questo territorio, Melpignano ha scelto di “farsi foresta” e dare nuova vita agli “scarti”.

Scarti di potature che fanno da scrigno ai lavoretti dei più piccoli e che si affidano proprio a loro per godere di una nuova linfa.

«Un lavoro di squadra carico di significati – conclude la sindaca –  che tutta l’Amministrazione ha fortemente voluto, per un Natale di speranza che sappia renderci migliori facendoci apprezzare le piccole gioie quotidiane, riscoprire le bellezze che ci circondano, rendendoci più consapevoli di ciò che abbiamo e che dovremmo impegnarci a tutelare, ogni giorno.

L’albero, quando le feste avranno lasciato spazio al nuovo anno, sarà donato alla Scuola dell’Infanzia, ristrutturato per la fruizione dei piccoli senza pericoli e poggiato nella terra, circondato da rampicanti verdi e profumati. Tutto questo affinché con l’arrivo della primavera anche un albero cosiddetto “di Natale” possa godere di una nuova vita. Circondato dall’amore e coccolato dalla fantasia dei portatori sani del futuro: i nostri bambini».