Con l’omaggio a Rodolfo Valentino parte ufficialmente la XIX edizione del Festival del Cinema Europeo. A sorpresa il saluto di Claudia Cardinale

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Lecce – Ci siamo, le sale del Cinema Massimo a Lecce sono tornate nuovamente al centro dei riflettori, è bastato poco oggi per capirlo quando poco prima dell’ingresso nella hall, si percepiva nell’aria l’attesa fatta di un continuo via vai di operatori, giornalisti e tanta gente comune accorsa per non perdere la prima di una rassegna ormai diventata un appuntamento fisso per gli appassionati di cinema.

I saluti di rito sono stati ad opera del direttore artistico Alberto La Monica, il quale ha sottolineato l’impegno profuso non solo per offrire al pubblico una kermesse di qualità, ma anche per portare in auge ancora una volta il territorio di Lecce. Non è mancato il ricordo a Cristina Soldano, scomparsa recentemente e alla quale è stata dedicata dal pubblico una spontanea standing ovation.

Come da consuetudine, anche questa edizione dunque, si è aperta con un omaggio, la celebrazione di un divo nostrano: Rodolfo Valentino.

L’occasione è stata la proiezione in anteprima nazionale del film “Rudy Valentino” di Nico Cirasola, presente in sala con parte del cast. Pietro Masotti, Titiana Luter, Alessandro Haber, Nicola Nocella, Luca Michele Cirasola, Rosaria Russa e Claudia Cardinale. Quest’ultima ha poi regalato una sorpresa al pubblico in sala, non potendo essere presente per impegni teatrali ha voluto comunque salutare tutti attraverso un breve videomessaggio: “Non posso essere presente alla proiezione, però auguro a tutto il pubblico di apprezzare questo film come l’ho apprezzato io”.

Guidato dalle domande della giornalista e critica cinematografica Antonella Gaeta, il regista ha avuto modo di raccontare la sua opera: “Rodolfo Valentino è un mito che appartiene al mondo, ancora oggi ci si confronta con lui, non è mai passato. Sono tantissimi gli attori che ai nostri giorni vengono, correttamente o meno, definiti <il nuovo Rodolfo Valentino>. La sua storia è straordinaria: nasce a Castellaneta, parte per l’America a 18 anni e in pochissimo tempo riesce a diventare il più grande divo della storia del cinema, che con due soli film supera la fama di Chaplin. Con il mio lavoro – ha proseguito Cirasola – ho immaginato Valentino al centro delle contraddizioni del sogno americano, poiché lui incarna tutto questo: il viaggio dell’emigrante del Sud Italia, il sogno della popolarità, il fascino del seduttore. Il mio Rudy Valentino è un inno alla forza delle passioni e al coraggio di perseguirle”.

La serata è proseguita con la proiezione della pellicola che racconta, tra realtà e fantasia, il ritorno nell’estate del 1923 di Valentino a Castellaneta, due personaggi che affermano di essere Rudy Valentino e la moglie, Natacha Rambova, irrompono in un teatrino del piccolo paese nei giorni nostri, dove si prepara proprio uno spettacolo sul divo. Mentre il regista cerca in tutti i modi di far valere il suo copione, lo spettacolo prende forme e la realtà si mescola con la finzione.

Quando già la prima giornata è conclusa, già ci si proietta per il prossimo appuntamento, oggi infatti sarà la giornata del regista Micheal Winterbottom che riceverà l’Ulivo d’Oro alla carriera nel corso di una serata che lo vedrà conversare sul suo cinema con Luca Bandirali.