Lecce-Juve Stabia: le pagelle. Lepore match-winner, bene Mannini

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LeporeLecce – La corsa all’impazzata di Checco Lepore sotto la Curva Nord è la copertina di una vittoria meritata, giunta contro una squadra davanti in classifica ma giunta nel Salento con il solo obiettivo di difendersi. Lo zero alla voce tiri sul tabellino della Juve Stabia celebra l’equilibrio tattico della squadra di Bollini, brava a mantenere la calma nonostante l’infortunio di Sacilotto e le occasioni non sfruttate.

Nel secondo tempo il Lecce ha avanzato il baricentro e, dopo due parate da campione del portiere stabiese Pisseri, ha conquistato una vittoria difficile, per qualità dell’avversario e condizioni della voglia, che ha dimostrato la “presenza” dei giallorossi, bravi ad imporsi nel modo più giusto.

A complicare la missione dei ragazzi di Bollini le due ammonizioni a Moscardelli e Lopez, diffidati e assenti nell’attacco al vertice di mercoledì contro la Salernitana.

Caglioni 6: Rompe il ghiaccio nel migliore dei modi con un’uscita puntuale al 7′ della ripresa e timbra il cartellino con la palla tenuta a sé sull’insidiosa punizione di Burrai a pochi secondi dalla fine.

Mannini 6,5: Cambia diametralmente prestazione rispetto alle ultime due partite. Comincia da terzino ma si trova dopo pochi minuti sulla linea dei centrocampisti dopo l’infortunio di Sacilotto; i primi minuti avevano già consegnato il Mannini sempre sul pezzo, salito di giri nella ripresa, divenendo una grossa insidia per l’out sinistro stabiese comandato dal pur bravo (come si diceva negli antichi commenti radiofonici) Contessa.

Diniz 6,5: Pulito e impeccabile su ogni pallone nonostante le insidie nascoste dietro il viscido terreno del “Via del Mare”. E’ vero che Il gioco di rimessa delle Vespe lo aiuta, ma gli va dato merito per la puntualità e la sicurezza in ogni intervento ad annullare Di Carmine prima e Ripa poi. E chi lo schioda più da lì.

Vinetot 6: Prende senza problemi il posto di Abruzzese, mantenendo bene la posizione e girando al meglio negli automatismi del quartetto difensivo. Rispetto all’anno scorso, non sembra più quel difensore impacciato e pauroso specialmente con il pallone tra i piedi. Studia da leader.

Lopez 6: Una partita tutto sommato di contenimento, inaugurata dal bolide che ha scaldato i guanti a Pisseri e, purtroppo, segnata dal giallo, in verità esagerato nella sua decisione, che gli farà saltare la partita contro la Salernitana. Qualche cross interessante e belle sovrapposizioni con gli esterni d’attacco fanno ben sperare.

LeporeLepore 7,5: Trovategli una posizione in campo dove non è impiegabile. Il ruolo di Sacilotto era l’unico non coperto da cambi “naturali” e la soluzione-Lepore è l’ennesima scommessa vinta dal ragazzo di San Pio, bravo a captare le nozioni del ruolo di play anche grazie alla sua umiltà di calciatore sempre voglioso di migliorare, alla ricerca di prendersi quel surplus ancora sfuggito a causa di una carriera costellata da sfortune. Dà sicurezza, forse anche di più rispetto a quella avvertita personalmente, ai compagni che trovano in lui un sicuro appoggio e poi decide la partita da solo, col cuore nello scarpino, con un missile terra-aria perfetto nell’esecuzione. Questo Lecce non può fare a meno di lui.

Sacilotto SV: Pochi minuti prima di alzare bandiera bianca.

(12′ pt  Beduschi 6,5: Entra solo dopo 12 minuti in un debutto “ufficioso” dall’inizio, data la durata del minutaggio odierno. Copre bene, mette più di una pezza alle iniziative dell’eclettico stabiese Gammone e, nella ripresa, si lascia andare a qualche bella sgroppata solitaria.)

Herrera 5,5: Dura adattarsi in un ruolo che non è il tuo in un importante scontro al vertice. Con qualche errore di troppo il panamense gestisce bene la partita, aiutato anche dal baricentro basso della formazione avversaria. Non ha le tempistiche di passaggio del centrocampista centrale e lo si nota soprattutto nelle frequenti palle scodellate (male) in area nei secondi 45’. Cerca di riscattarsi personalmente con qualche discesa solitaria, ma non va al di là del panico seminato nei 16 metri stabiesi.

Doumbia 5,5: Rientrare su questo campo infimo era difficile per chiunque, soprattutto per lui che delle sgroppate palla al piede fa il suo punto forte. Come nell’era Lerda parte a destra, non riesce a perforare la marcatura del diretto avversario e, paradossalmente, si rende pericoloso soltanto nelle fughe sull’out opposto.

(13’st Embalo 5,5: Entra per dare alla squadra quella vivacità non assicurabile dallo spento Doumbia, ma non accende quasi mai la luce, rimanendo quasi sempre ai margini. )

Moscardelli 6: Combatte su ogni pallone su un campo difficile. Agisce in un’immensa zona di campo, prendendosi la sfera e girandola nel tentativo di mettere in movimento i compagni laterali. Nel secondo tempo, dopo l’ammonizione per proteste che lo costringerà a star fuori con la Salernitana. Sprazzi di nervosismo del primo Mosca stagionale avvertiti anche nella conclusione del match.

Gustavo 5: Ancora incolore, fatica a dare quella sua prima sterzata importante in quest’avventura in giallorosso. Spesso funambolico con il pallone tra i piedi, fatica però a tradurre le sue giocate in effetti positivi per la squadra.

(39’st Di Chiara SV)

All. Bollini 6,5: Fare di meglio era difficile, visto il poco capitale umano a disposizione nello scontro diretto contro le Vespe. Azzecca l’invenzione Lepore-play e si tiene fino alla fine l’ultimo cambio, non giocando la carta Miccoli per poi, dopo il gol-vittoria, rafforzare le corsie laterali per prevedere l’assalto finale, in verita non avvenuto, degli avversari.

Gli avversari: Juve Stabia

Pisseri 6,5

Romeo 5,5

Polak 6

Migliorini 6

Contessa 6

La Camera 6

(19′ st Bombagi 5,5 )

Burrai 5,5

Jidayi 6

Nicastro 5,5

Di Carmine 5

(9′ st Ripa 5)

Gammone 6

(31′ st Carrozza SV )

All. Pancaro 6

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