Il Lecce sbatte in casa contro l’Ascoli: momento negativo per gioco e risultati

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Marco Mancosu

Lecce – I giallorossi non vincono, anzi, perdono anche contro l’Ascoli. È notte fonda al Via del Mare, capitan Mancosu e compagni non riescono ad imporsi tra le mura amiche. La sconfitta per 2 a 1 deve far riflettere tutti, soprattutto, mister Corini.

L’esperimento tattico del Lecce di questa sera è racchiuso nella scelta di Hjulmand nel ruolo di mezzala. Apparentemente. L’obiettivo del mister è quello di introdurre il doppio regista. Un play puro di costruzione e uno di corsa posizionato nella zolla di destra della metà campo. Il ruolo di tuttofare è stato affidato proprio a Hjulmand. La prima costruzione da gol del Lecce, passa proprio dai piedi di Hjulmand. Al 5’, il giovane centrocampista giallorosso smista da destra per Tachtsidis che d’esterno la passa a Mancosu, tiro forte a lato addomesticato da Leali. Dall’altra parte c’è un Ascoli arrembante che, con qualità e buone trame, riesce ad incunearsi tra le maglie della difesa giallorossa.

I bianconeri spingono e, complice qualche sbavatura da sinistra, riescono ad aggirare la marcatura di Pisacane. Questo è accaduto nell’occasione al 13’ con Sabiri. Si soffre ma le trame offensive si vedono. Grande occasione al 20’ con Tachtsidis. Costruzione sempre da destra, palla rasoterra di Maggio, riceve Coda che solletica per Tachtsidis. Palla forte e angolata, bravo Leali. I giallorossi ci credono e, con fiducia e con un pizzico di frenesia, occupano la metà campo avversaria. Il momento è buono. Infatti, al 23’, Coda, al suo sesto assist, pennella per la testa di Stepinski, bravo ad incornare in rete. Clamorosamente, un minuto dopo, Coda ha la possibilità di segnare per portare subito il + 4 al fantacalcio. Palla sbagliata di Leali, Coda, solo davanti al portiere, la butta a lato.

Ad una marea giallorossa, purtroppo, segue una defezione giallorossa. Al 28’, Stepinski serve un passaggio arretrato, palla intercettata da Sabiri che smista per Dionisi, manda a terra Pisacane ed insacca in rete. Non è un problema di fasi, è un problema di attenzione e lucidità. Il Lecce non può permettersi queste amnesie perché poi sale la paura e la pressione di dover vincere a tutti i costi. In questa fase della gara, il centrocampo giallorosso e le punte ricevono palla spalle alla porta avversaria, questo impedisce uno sviluppo fluido della manovra. Si torna sempre dietro perché l’Ascoli copre bene le linee di passaggio. Se poi ci mettiamo i break dei bianconeri, gli ultimi 15 minuti sono da dimenticare. I bianconeri, quando riescono ad intercettare il pallone, si riversano nella metà campo leccese con energia e determinazione.  Il primo tempo sfila via con qualche incursione interessante di Maggio e con un pareggio tutto sommato giusto.

La ripresa inizia come finito il primo tempo. Al 48’, è Gabriel a salvare il Lecce da un gol certo. Bidaoui è bravo a tirare forte in porta. Sulla ribattuta, Dionisi sbatte su un Meccariello (dal 46’, al posto di Pisacane) super. I giallorossi soffrono perché in questa linea difensiva composta dai tre centrocampisti più i quattro difensori, ci si trova sempre in inferiorità numerica. L’Ascoli attacca in ampiezza creando spazi, costringendo gli avversari a difendere uno contro uno. Di questo passo il gol è inevitabile. Infatti, al 56’, l’Ascoli si porta avanti. Palla persa da Mancosu a metà campo, ottima transizione di Sabiri, palla a Saric che tira forte in porta. Gabriel respinge, male rispetto al solito, Dionisi è lì pronto ad insaccare in rete.

Mister Corini

Il Lecce cerca di scuotersi più con la garra che con le idee. Menomale che c’è Hjulmand. Palla illuminante per Coda al 60’, il bomber giallorosso, clamorosamente, la scaraventa sopra la traversa. Il centrocampista giallorosso è veramente l’arma in più. Momento confuso e pieno zeppo di interruzioni per i cambi e per gli infortuni. L’unica percezione chiara è l’assenza di gioco e idee. Tante giocate individuali e poca coralità. Gli ingressi di Rodriguez e Nikolov sembrano dare quella freschezza necessaria per rimontare. Al 74’, uno spavento enorme. Sabiri riesce a scappare a Meccariello, con lo scavetto supera Gabriel e Lucioni salva sulla linea. Dovremmo assistere ad un forcing giallorosso, invece, è l’Ascoli a mettere in seria difficoltà la difesa di mister Corini. Si rivede anche il Lecce all’80’. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, Nikolov impatta bene con la testa, bravo Leali a buttarla in calcio d’angolo. È giunto il momento delle palle in the box. Tanti sono i palloni giunti in area senza creare pericoli ad un Ascoli, tutto sommato, tranquillo ed in pieno controllo.

L’occasione, però, arriva. Al 90’, Rodriguez è un fulmine in area, Leali non può fare altro che buttarlo a terra. Va sul dischetto Mancosu, palla alta e addio alla gioia. Spazio alla tristezza e al rammarico. Si chiude qui, la sensazione è di una squadra spaventata e, negativamente, elettrica. Paura di perdere e di sbagliare. Il mister, in tutto questo, è sicuro che non c’entri nulla? Le individualità non mancano, però, il calcio è un gioco di squadra, non dimentichiamolo.