Antonino Riccardo Luciani: il compositore dell’Almanacco del giorno dopo

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Siamo ancora in inverno e il mese di febbraio, riferendoci ad una nota trasmissione televisiva dal titolo l’Almanacco del giorno dopo, riporta all’incisione con i seguenti versi: «Danza lieto il febraro ancorché zoppo, e mostra i pesci ai giovani zerbini dicendo: Non pescate ne festini chi tal’or si va mal per danzar troppo» dell’artista bolognese del XVII secolo Giuseppe Maria Militelli.

Il programma, trasmesso alle 19:45 su Rai 1 (dal 25 ottobre 1976), presentava la seguente scaletta: annunciato l’orario in cui sarebbero sorti e tramontati il sole e la luna, seguiva un accenno biografico del santo del giorno successivo con la proiezione di immagini; a seguire la rubrica di carattere storico “Domani avvenne” e altre di vario genere, concludendo con una citazione e/o proverbio del giorno.

Un aspetto importante che “accompagnava” le facce, ovvero i dodici mesi dell’anno, tratte dalle stampe di Militelli, era la sigla della trasmissione il cui autore è Antonino Riccardo Luciani. La musica trae ispirazione da Chanson balladée, un brano del grande compositore francese Guillaume de Machaut (XIV sec.) ove il melos viene eseguito nella versione con il flauto diritto e con il cromorno.

Una delle cifre della musica di Luciani è la ferrea dottrina e in alcuni casi il trovare ispirazione dalla musica del passato oltre che dedicare suoi lavori a persone care come il Concerto di Anacrò per David Bellugi o i Tre monologhi per violoncello per il figlio Jacopo.

Classe 1931, palermitano d’origine, è scomparso il 29 gennaio 2020 a Firenze, sua città d’adozione. Formatosi alla Scuola di Rosario Scalera e Roberto Lupi, consegue il diploma in composizione con Vito Frazzi. Dal 1963 inizia una lunga collaborazione con la televisione e il mondo del cinema svelando ben presto la sua passione anche per la didattica insegnando, in particolare, al Conservatorio “L. Cherubini” e alla Scuola di Musica di Fiesole.

Ricordiamo il maestro tra gli ultimi gentleman più stimati nella Firenze degli ultimi cinquant’anni per la sua ecletticità (direttore d’orchestra, compositore e didatta) e autore di musiche originalissime eseguite al Teatro Comunale di Firenze, al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Romano di Fiesole.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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