Mauro Ragosta con “A Lecce in autunno”

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“A Lecce in autunno” di Mauro Ragosta, noto scrittore leccese molto attivo e con una vasta bibliografia, è una raccolta – pubblicata per Salento d’Esportazione la scorsa primavera – di intime e profonde riflessioni sulla vita, sul vivere e sulla società mentre, sullo sfondo, tutto è immerso e impresso in una stagione che lo scrittore ama particolarmente: l’autunno. Sono esternazioni, quelle dello scrittore, che diffondono esprimendo con raffinata eleganza la propria gioia e il forte bisogno di scrivere, l’esaltazione viva e vibrante della sua fantasia e del suo brillante intelletto.

“Diedi fuoco alla mia penna e iniziai a vergare queste carte sparse, nella certezza che qui sarebbe accaduto ciò che m’aspettavo dal mio concepimento”; “… è questo semplicemente il libro che vorrei leggere, nelle cui atmosfere e ricercatezze mi piace calarmi. Lo scrivo per leggerlo e lo leggo per compiere un salto in verticale…”. Si delinea così nel libro una scrittura vista come concepimento, come rivelazione, come conoscenza dei “tasselli” dell’IO dello scrittore, contenitore di raffinatezza ed arguta ironia. Ma poi, alla lettura, si percepisce che lo scritto ha una portata di grande respiro universale. E ancora, durante la lettura non si può non rilevare come la sua scrittura sia essenzialmente energia vibrante, in quanto attinge dalla sua profonda coscienza e in tal senso rivela e ammalia il lettore. Lo stile elegante e raffinato, dipana storie e visioni intime e personali, fatti e confidenze, modi diversi di guardare la realtà e alla realtà.

E’ proprio questo il segreto della bellezza di questo libro: nell’oscillazione del fare e disfare una realtà descritta a volte in chiave oggettiva, a volte soggettiva contemplata sempre da uno sguardo accorto, profondo e spesso ironico dello scrittore. Uno sguardo segnato dal disincanto, calato sulle cose e nelle cose, uno sguardo che “va in tutte le direzioni”, a volte distaccato, lontano, altre volte appassionato ed estasiato. In ogni caso, Ragosta esalta sempre e comunque la vita e la magia del vivere nella sua più elevata profondità in una stagione apparentemente decadente come l’autunno, ma “tanto saggia” per usare le parole M. Ildan.

Ragosta ama molto l’autunno, stagione ricca di sorprendenti colori, dal continuo mutare dell’animo umano, alla ricerca di nuovi colori, nuovi venti per placare profonde inquietudini. Diversi sono i temi trattati dallo scrittore: la transitorietà di questo mondo fuggevole, la sofferenza, il tormento, l’amore, la passione, l’insoddisfazione della vita o, più in generale, per la consapevolezza del dolore insito nella vita stessa, la mutevolezza delle cose, l’involuzione culturale, il potere, la politica sempre più autoreferenziale e smarrita. Una poetica, quella di Ragosta, estremamente vera, vera nella sua essenza, che induce il lettore alla riflessione.

“E’ una poetica della pienezza, della contemplazione, dell’infinito e dell’eterno, è la poetica dell’avventura, del coraggio, della forza e dello stupore”. Vitale appare essere per lo scrittore il suo scrivere, ”solo la potenza creatrice è in grado di ridarmi animo, di riportare il cuore a battere, avviare l’animo al sussulto” e allo stesso tempo necessarie sono quelle che lui definisce “verticalizzazioni”: balzi nell’eternità, pura grazia, vertigini di bellezza, forza e sapienza.

“A Lecce in autunno” lo possiamo definire un bel libro, dal forte carisma, in grado di racchiudere ed emanare al contempo una forte energia vibrante, un tentativo di riconciliazione con se stesso e con la realtà non sempre soddisfacente, un libro ricco di introspezione frammista a quell’ironia sofisticata, elegante, che sposa sempre una forte intelligenza. Il monito che traspare nelle pagine del libro di Mauro Ragosta è che nel mare della vita l’unico conforto sta nella certezza della libertà interiore, bene prezioso e inalterabile e da qui poi vivere “…giorno per giorno, guardando alle cose con sottile ed elegante ironia“.