Lettera aperta al Vicesindaco di Novoli, Gianmaria Greco

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Questo comunicato viene pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Paisemiu.com

Piazza per Novoli ProtagonistaCaro vicesindaco, non sono un suo elettore ed è difficile che lo diventi. 

Appartengo ad una generazione che, per votare, non riesce a limitarsi alla valutazione della qualità delle singole persone, ma ha bisogno di simboli, di sentimento dell’appartenenza, di luoghi di partecipazione che crescono e si sviluppano nel tempo come una comunità. Non ho mai avuto simpatia per le liste civiche che si compongono e si scompongono secondo le alterne vicende di rapporti umani di tipo privato.

Le scrivo perché ho sempre apprezzato in lei l’onestà e la generosità con cui dedica il suo tempo all’impegno politico, in particolar modo amministrativo.

Non riesco neanche a criticare in modo radicale le sue scelte come Assessore; l’unica cosa che riesco a rimproverarle è di aver contribuito con il suo consenso e la sua credibilità alla stabilità di un gruppo di potere che gestisce, da molto tempo, le risorse del paese spesso in modo privatistico e segnato dalla necessità di costruire effetti speciali sempre più interessanti. Panem per i propri fedeli, et circenses per tutti il 16 e 17 Gennaio. Riconosco, adesso, che fornisce un suo contributo a cambiare pagina.

Le ragioni per cui mi rivolgo a lei sono dovute alla sorpresa di vedere ad una sua manifestazione pubblica, a cui ho partecipato per curiosità, tanti giovani e tante famiglie novolesi.

Per chi come me continua ad emozionarsi quando vede tanta gente in piazza, forse per i ricordi che attiva di un’infanzia che mi ha consentito di partecipare con mio padre alle grandi manifestazioni che la sinistra era in grado di organizzare, è stata un’esperienza positiva.

Dove ci sono giovani, e non erano pochi domenica scorsa, che accennano un’attenzione alla vita della comunità c’è da festeggiare.

Ovviamente tutto ciò parla della sensibilità e del garbo con cui, io so, riesce a dialogare con tutti, anche gli ultimi e gli emarginati, rispettandone la sensibilità.

La scena di quella piazza, tuttavia, le consegna una responsabilità, a proposito di giovani, che ha due aspetti.

Ad ogni elezione, purtroppo da parte di tutti gli schieramenti, si produce una situazione in cui tanti giovani sono  reclutati come inutili rappresentanti di lista attraverso un compenso. Spesso è sottovalutato l’aspetto diseducativo, dalla politica e dalle famiglie, che ha per un giovane l’idea di poter introitare qualche spicciolo, magari pensando di valorizzare il proprio voto.

C’è qualcosa di triste in quello spettacolo che, il giorno delle elezioni, rende i seggi elettorali una piazza chiassosa, in cui tanta gente prende il conteggio dei voti che di lì a breve saranno ufficialmente disponibili. Può fare qualcosa per limitare questo fenomeno?

Il secondo aspetto riguarda il suo impegno, al di là della campagna elettorale, di costruire una continuità in cui tanti ragazzi, che lei ha saputo coinvolgere, possano trovare occasioni di formazione, di crescita personale, di impegno per migliorare la qualità del nostro paese. Sta pensando a non disperdere quel patrimonio a partire dal 1° Giugno?

Forse la questione che le segnalo non è la principale a cui può dedicarsi in questi prossimi giorni. Ma se non la considerasse con sufficienza aumenterebbe la stima di un suo amico e, contestualmente, avversario politico.

Roberto Metrangolo

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