Umore grigio o a colori?

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E’ capitato un po’ a tutti di sentirsi dire “sei di umore grigio?” (o addirittura nero!). E’ ricorrente anche il suggerimento di” usare” occhiali colorati, possibilmente rosa per avere una visione più serena, basta pensare al ritornello: la vie en rose. Spesso si guarda quando ci si concentra su qualche problema stando saldamente attaccati ad una tonalità seppur figurata scura. Ciò può andare bene per il trucco, ma molto  meno per l’umore. E’ altresì vero che il make-up condiziona la valutazione della qualità di ciò che si vede e si esperisce come una situazione positiva o problematica. E’ difatti provato che, grazie ad armocromia e cromoterapia, una palette di colori può mutare il modo di rapportarsi con se stessi e con gli altri. La sintonia nelle comunicazioni umane talvolta perpetua un gioco con sfumature e ombreggiature che esprimono una vita giocosa o triste ma la” musica” cambia sempre quando facciamo ricorso ai “pennelli dell’anima”, così vengono esperite le colorazioni. Il cuore è rappresentato in rosso, osservandolo è come se si sentissero i battiti. Infatti chi soffre di tachicardia preferisce “gustarsi” un rassicurante blu che è il colore della meditazione.

Quindi motiviamoci a contemplare la nostra gamma di colori preferiti! Si dice che ci si trova all’ultimo stadio del ben-essere, allorquando avanti negli anni ci si limita a scoprire con un tal compiacimento l’essenza del colore che può tuttavia determinare una modalità spenta o energica di inter-azione nel sociale. Alleniamoci dunque anche ad indulgere nel maquillage e a “vestirci” di colore che significa calore e così rinvigorire l’humor e l’autostima annessa, cause di base di piacere per una connessione in ambiti diversi di promozione umana. In tal caso la vie est belle.