Turismo: la Puglia non fa più numeri da record. Calo di presenze nel Salento

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Sono dati sconfortanti quelli che emergono in fatto di turismo di quest’estate. Il Salento registra un grande calo di presenze. Un indicatore che attesta l’afflusso di turisti verso la splendida località situata nel tacco dello Stivale è la statale 613 Brindisi-Lecce. Da anni questa strada viene indicata come una sorta di termometro per fare un bilancio su quanti turisti hanno scelto di spingersi in Salento nei mesi estivi. E questo inizio di agosto non è stato per nulla esaltante. “Non ci sono le code degli scorsi anni – spiegano diversi automobilisti – si scorre senza rallentamenti e qualche disagio si registra soltanto in concomitanza di un autovelox”. Certo, il traffico in entrata è sostenuto, ma le auto procedono senza rallentamenti, a differenza degli anni precedenti, in cui, in questo periodo dell’anno si procedeva a passo di lumaca. Che sia solo l’inizio del trend in calo? “L’ho sempre sostenuto – spiega Alfredo Prete, titolare del Lido York a San Cataldo ed ex presidente della Camera di Commercio di Lecce – che non si sa su quale tipo di turismo si voglia puntare: medio alto? Medio-basso? Siamo tra coloro che sono sospesi perché non c’è pianificazione. Fino a qualche anno fa il Salento godeva di appeal ma era una moda che non si è mai trasformata in tendenza e le mode, si sa, sono passeggere”.

Mancanza di pianificazione?Non si sa quali siano le cause del decremento di turisti, ma tanto nelle marine quanto nel capoluogo salentino il calo di presenze è tangibile, soprattutto in confronto allo scorso anno, quando, dopo l’uscita dall’emergenza pandemia, si è privilegiato valorizzare un turismo nazionale. Nel 2021, il Salento è stato uno dei territori a beneficiarne maggiormente in termini di presenze. Non si può dire lo stesso di quest’anno. “Dopo un ottimo giugno favorito da un incremento di stranieri – spiega sempre Alfredo Prete – a luglio abbiamo avuto un netto calo di vacanzieri e anche l’inizio di agosto è stato ben al di sotto delle aspettative”. L’andazzo non cambia se l’attenzione si sposta sulla città di Lecce.

Non va meglio neppure nelle marine più gettonate, come Castro o Gallipoli. “Abbiamo avuto un giugno eccezionale – spiega il sindaco di Castro, Luigi Fersini – e a luglio un decremento in linea con gli altri posti di villeggiatura se confrontato con lo scorso anno ma da ieri mattina il paese è pieno”. Lo stesso vale per Gallipoli, meta prediletta dai giovani, che quest’anno non raggiunge neanche le consuete 200mila presenze. “In questa prima settimana – racconta Gaetano Gallo, titolare del lido Zeus Beach – abbiamo registrato una flessione. Ora, seppur affannosamente, stiamo andando meglio ma è innegabile che a luglio siano andate bene solo le prime due settimane a differenza del 2021. Fino a fine mese, però, siamo pieni”.

Insomma, la Puglia non fa più numeri da record. Tra i fattori che determinano questo calo, sicuramente i rincari esorbitanti che gravano sui cittadini, il costo del carburante e il balzo della curva epidemica. Tuttavia, ci si aspettava un boom di giovani (soprattutto a Gallipoli), grazie alla riapertura delle discoteche e di alcuni locali di intrattenimento, ma così non è stato. Il motivo? Senza dubbio, la riapertura dopo due anni delle destinazioni estere ha fatto orientare la moda dei ragazzi verso altri Paesi, come la Grecia. Non a caso, tra le destinazioni più ambite dai giovani troviamo Zante, economica e mozzafiato.

In ogni caso, il picco del turismo è previsto per la prossima settimana e solo dopo Ferragosto sarà possibile tirare definitivamente le somme di questa estate 2022.

Diplomata presso il Liceo Classico "Virgilio-Redi" a Lecce ora è iscritta al corso di Giurisprudenza presso l'Università del Salento

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