L’ Immacolata Concezione nella musica di ogni tempo

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Tota pulchra es Maria, et macula originalis non est in Te recita l’incipit dell’Antifona per la festa dell’8 dicembre, giorno in cui la Chiesa ricorda la concezione di Maria, unica creatura senza peccato originale.

Immaginando un rapido excursus su composizioni scritte espressamente per l’Immacolata, non si può non prendere il via che dallo stesso Tota pulchra in gregoriano.

Il dogma dell’Immacolata fu proclamato l’8 dicembre 1854 da Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus. Pochi giorni dopo, l’11, l’Accademia della Immacolata Concezione con sede a Roma organizza una solenne adunanza che ha il suo momento più alto con l’esecuzione dell’Inno per la Concezione di Maria SS.ma mia Avvocata di Giovanni Pacini, illustre e famoso musicista di origine catanese ma toscano di adozione, su testo di Alfonso Maria Consoli Marengo (Costantinopoli 1829 – Padova 1879), francescano conventuale, vissuto in varie città italiane, fra cui Roma, autore di molti componimenti poetici di ispirazione religiosa e, come da tradizione del suo Ordine, devotissimo all’Immacolata.

In un giornale dell’epoca, l’«Album», si riporta la cronaca, piuttosto dettagliata, relativa alla cerimonia che ebbe inizio con composizioni poetiche in onore di Maria.

Pacini, non presente all’esecuzione, affidata ad una massa corale di oltre 100 persone che intonano, a mo’ di refrain «Tutta bella sei, Maria/Macchia alcuna in Te non è», evidente allusione al Tota pulchra, è definito «emulo del Pesarese [Rossini]». Tra i solisti, il celebre cantore pontificio Domenico Mustafà intona un’aria i cui versi più toccanti sembrano «Non è al mondo creatura / Bella e forte al par di Te». Mi preme sottolineare che Mustafà, al termine del suo cinquantenario servizio presso la Cappella Sistina, ebbe un rapporto abbastanza complesso con don Lorenzo Perosi, anch’egli autore di un Tota pulchra.

Dall’esecuzione dell’Inno di Pacini sono trascorsi più di 160 anni, ma il culto per l’Immacolata Concezione sembra non aver avuto alcuna interruzione, continuando ad essere vivo in ogni espressione artistica.

Ancora oggi ci sono compositori che mettono in musica il bellissimo testo del Tota pulchra, come ad esempio il norvegese Ola Gjelo, pianista e compositore, classe 1978, autore di un brano molto suggestivo (2009).

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio «G. Rossini» di Pesaro, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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