I diversi sinceri

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“La verità viene da così lontano per raggiungerci che, quando arriva vicino a noi, è sfinita e non ha quasi più nulla da dirci. Questo quasi nulla è un tesoro!” con queste poche parole, il poeta francese Christian Bobin spiega perfettamente il valore della verità e la strada tortuosa che essa è costretta a percorrere per affermarsi!

La verità è un valore assoluto che troppo spesso viene rinnegato e messo a tacere. Coloro che pongono al centro della loro esistenza l’affermazione della verità sono sbrigativamente considerati dei diversi, fuori moda e fuori contesto! La storia ci ha lasciato memoria di diversi sinceri che hanno pagato con la loro vita l’amore per la verità! In anni relativamente recenti, il nostro paese ha pianto giudici, giornalisti, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori e politici che sono diventati vittime incolpevoli della menzogna, prima ancora di essere materialmente uccisi.

La verità non dovrebbe avere zone d’ombra, dovrebbe essere chiaramente espressa ed essere sempre coerente con se stessa. Scegliere la verità significa farne un elemento imprescindibile della propria vita, inimicandosi il mondo, se necessario, e subendo l’emarginazione e la derisione generate dalla menzogna. La facilità di trasmissione delle informazioni e una certa regressione culturale che sta riguardando le Istituzioni e la Politica (non solo nel nostro Paese) negli ultimi anni, rendono sempre più complicata l’affermazione del Vero. Oggi la menzogna può viaggiare alla velocità di una fake, costruita per alimentare i peggiori istinti umani o per denigrare un rivale o un oppositore politico.

La menzogna ha provocato le più grandi tragedie di tutti i tempi: da un mare di bugie è nato l’irreversibile impoverimento del Mezzogiorno d’Italia (fino a prova contraria!); da un mare di bugie è nato l’antisemitismo, con tutto ciò che ne è seguito; da un mare di bugie sono scaturite tragedie come il cedimento della diga del Vajont o, per riportare la questione ai giorni nostri, il crollo del ponte Morandi ma l’elenco potrebbe essere infinito.

Nella serie di Sky, “Chernobyl”, si racconta una storia vera tanto sconvolgente quanto tristemente banale. Nella trasposizione cinematografica, solo parzialmente supportata da documenti ufficiali (e probabilmente la carenza di documenti a cui fare riferimento non è casuale!), ciò che colpisce maggiormente è l’inconsapevolezza del pericolo da parte dei protagonisti e la mancanza di informazioni da parte degli operatori sulle reali potenzialità delle centrali nucleari e dei loro strumenti di controllo prima dell’incidente ma anche, in una logica di continuità, il tentativo disperato di nascondere la verità dopo l’incidente. Paradossalmente tutto ciò accadeva nell’aprile del 1986, quando in Unione Sovietica era già stata avviata la Glasnost, un processo di trasparenza che accompagnò la Perestroika e il superamento della guerra fredda!

Se appare scontata una tale situazione in alcuni Stati e in alcune epoche storiche, non bisogna però ignorare che le verità nascoste, o semplicemente taciute, sono particolarmente diffuse in tutti i contesti sociali e in tutti i Paesi, anche quelli considerati più liberali ed evoluti. Anche a livello individuale, a volte, la necessità di mentire è innata, persino quando non ce ne sarebbe bisogno! Gli Stati e le persone mentono per apparire migliori, per dimostrare al mondo il proprio valore e la propria forza e, molto spesso, incominciano a credere alle proprie bugie, al punto da considerarle Verità!