Un tributo alle “donne dal destino avverso”, l’avvincente romanzo di Silvia Truzzi

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“Il cielo sbagliato”, Longanesi 2022, è un avvincente romanzo storico che si dipana nell’arco di tempo compreso tra le due guerre mondiali in un periodo amaro in cui la povertà e la fame tolgono dignità ai più deboli.

“Nella baracca di vicolo Barche il freddo della notte è feroce, si arrampica sui muri, scrostati, odora di chiuso e umido: è il profumo della povertà, a cui gli inverni del Nord portano in dono, oltre alla fame, un gelo assassino”.

L’11 novembre 1918 nasce Dora, proprio lo stesso giorno viene sottoscritto l’accordo tra l’impero tedesco e le potenze Alleate, l’armistizio che pone fine alla prima guerra mondiale. La madre di Dora muore dandola alla luce e la bambina verrà affidata alla nonna Regina, una donna dal temperamento inasprito dalla sorte difficile e avversa. Nello stesso giorno, in una famiglia borghese la marchese partorisce Irene, e mentre Dora crescendo, chiede l’elemosina tra le strade sporche e polverose, Irene vive negli agi. “Tieni, Irene, dà i soldi a questa povera bambina che non è fortunata come te. Non avvicinarti troppo, però. È sudicia. Guarda che unghie nere ha” – afferma la marchesa, pensando che la miseria sia una vergogna che nessuna virtù può cancellare. Le due crescono e vivono in maniera differente, fino a quando i loro destini si intrecceranno, mentre gli eventi hanno cambiato positivamente la vita di Dora. Il romanzo è anche un tributo delle donne che hanno vissuto, in prima persona tutte le difficoltà di non poter disporre di un destino clemente. Dora, nel dipanarsi della sua esistenza è alla ricerca di un riscatto, di un’emancipazione e di un forte desiderio di felicità “seppur è un cielo sbagliato sotto cui essere felice”. I personaggi femminili fortemente caratterizzati, incarnano le esistenze e le tribolazioni di tante donne, quando erano prive di voce e di diritti. Donne infaticabili, coraggiose, capaci, nonostante gli anni bui, di grandi cose. Il personaggio di Dora, funge anche da metafora  dell’Italia in quel periodo storico: un’Italia flagellata dalla povertà e dagli stenti. Nella trama narrativa si rincorrono temi quali: l’infanzia negata, l’amore, l’odio, le differenze sociali; da sfondo il fascismo che irrompe e travolge ogni cosa. Con eccellente bravura, la scrittrice snoda  con una prosa appassionata, un percorso di riscatto di Dora.


Silvia Truzzi, giornalista, è nata a Mantova e vive a Milano. Laureata in Giurisprudenza, lavora al Fatto Quotidiano dalla sua fondazione nel 2009. Ha vinto il Premio giornalistico internazionale Santa Margherita Ligure per la cultura nel 2011 e il Premio satira politica Forte dei Marmi, sezione giornalismo, nel 2013. E’ autrice del programma di Massimo Gramellini, Le parole. Nel 2016 ha pubblicato Perché No (con Marco Travaglio) e nel 2019 C’era una volta la sinistra (con Antonio Padellaro). Con Longanesi ha pubblicato Un Paese ci vuole. Sedici grandi italiani si raccontano (2015), il romanzo Fai piano quando torni (2018) e il Cielo sbagliato, Longanesi 2022.