A Lecce il dono natalizio per i poveri arriva da due prostitute

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Lo stupore dei volontari dell’associazione “Pronto soccorso dei poveri” quando sabato sera si sono recati in un’abitazione del centro storico di Lecce per raccogliere un po’ di alimenti per le persone più bisognose.

Tommaso Prima, responsabile della suddetta organizzazione, e un suo collaboratore sono stati accolti da due graziose signorine discinte, inequivocabilmente dedite a quello che si dice essere il mestiere più antico del mondo.

I due volontari non avevano sbagliato indirizzo, perché proprio le due ragazze, che certamente per necessità e non per passione, svolgono il meretricio, proprio loro erano intenzionate a donare qualcosa per i poveri. Le curve del corpo non c’entrano con il regalo, intendiamoci. Le due signorine, una bionda, l’altra bruna, infatti hanno consegnato a Prima e al suo collaboratore un pacco di alimenti del valore di oltre cinquanta euro. In esso c’erano dodici scatolette di tonno, un chilo di Nutella, pasta, due chili di formaggio, due confezioni di caffè, un pandoro e uno spumante, miele e dolciumi. Regalo suggellato dalla scritta sulla scatola con cui le due ragazze, hanno augurato buon Natale ai poveri. 

«Siamo rimasti sorpresi per questo incontro – ha raccontato Tommaso Prima – ma non perché chi svolge l’attività di meretricio non possa aiutare i poveri. E infatti abbiamo ricevuto la telefonata di quelle due ragazze per essere invitati a ritirare dalle loro mani delle cibarie per le persone indigenti». 

Che anche chi è impegnata a “fare la vita” abbia un cuore è fatto lapalissiano, e il bel gesto compiuto dalle due sexy signorine incontrate dai volontari del “Pronto soccorso dei poveri” è un monito pungente per chi può aiutare e non se ne cura. 
L’iniziativa di queste due ragazze ha riscosso apprezzamenti su Facebook: qualcuno, meravigliandosi dello stupore suscitato, ha commentato:«Perché? Cosa hanno di diverso queste donne?». E qualcun altro ha osservato:«Queste sono vere signore». 
Insomma, un bel gesto, quello delle due venditrici di tenerezze per adulti, che quasi induce a cambiare idea sulla proposta, talvolta dibattuta dai politici, di far pagare le tasse a chi svolge questo antico mestiere.