Vellutata di parete della Sila allo zafferano con tartufo bianchetto del Salento e “Milazzo di fichi “

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Antonio Raffaele, Gusto, Magazine, Paisemiu
Vellutata di parete della Sila allo zafferano con tartufo bianchetto del Salento e “Milazzo di fichi”

Ingredienti per 4 persone
200 gr di patate lesse, latte fresco 130 gr, burro 80 gr, sale 6 gr, zafferano pistilli 0,3 gr, tartufo bianchetto 20 gr, Milazzo di fichi 10 gr

Milazzo di fichi
Il suo nome deriva da melassa, è una riduzione  antichissima ormai  quasi scomparsa che si fa in Calabria.
Far bollire 500 gr di fichi freschi con 3 litri di acqua per 5 ore a fuoco lentissimo. Togliere i fichi dalla loro acqua di cottura e far ridurre il liquido fino ad ottenere un ristretto nero e denso. Conservare il luogo fresco .utilizzare all occorrenza

Procedimento
Schiacciare le patate già lesse. Portare il latte a bollire. Prelevare 50 gr di latte bollente e far rinvenire lo zafferano affinché scarichi il suo colore e profumo. Aggiungerlo al latte restante e procedere con la cottura sul fuoco con le patate e il burro per circa 10 minuti.
Frullare e servire caldo grattuggiando il tartufo sopra e il Milazzo di fichi.

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Chef di fama internazionale e sommelier professionista, calabrese di Paola (Cs), ambasciatore delle eccellenze della sua terra d’origine, miglior Chef dell’anno nel 2008, è un professionista pluripremiato e ammirato per la sua straordinaria cucina che coniuga caratteri mediterranei con note di internazionalità. La sua filosofia si basa su tre principi cardine: pour amour, pour passion, pour folie, in cui sono racchiusi il suo essere, l’IO e il lavoro. Oltre al già menzionato premio nel 2008, il suo gelato alla nocciola, nel 2011, viene considerato il migliore in Italia mentre nel 2012 il miglior gelato alla nocciola esistente al mondo. Sempre nello stesso anno è premiato anche come miglior ristoratore italiano di pesce. La cucina di Antonio è un’arte in continuo mutamento, sempre attenta alla ricerca ed al cambiamento delle materie prime. Non si ferma mai, un vulcano che non rinuncia a studiare per conoscere appieno la materia prima e riuscire a svelare i sapori nuovi quotidianamente. Il suo è un gioco di cambi di consistenze, come un pittore che conosce i colori della tavolozza ma prova a mescolarli e scomporli.

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