“Alla salute! – Alla morte… nc’è rimetiu”: si chiama redenzione

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Galloso SpadaNovoli (Le) – Trattare con leggerezza tematiche importanti, lanciando messaggi mirati a colpire il centro della sensibilità delle persone, è un gesto di grande intelligenza e di immensa utilità sociale. Questo è quello che è riuscito a trasmettere lo spettacolo teatrale in vernacolo dal titolo “Alla salute! – Alla morte… nc’è rimetiu”.

Sold Out per la “prima” del primo lavoro come scrittore di opere teatrali dell’eclettico artista novolese Tonio Calabrese (organista e compositore, attualmente diplomando in Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio Musicale “N. Rota” di Monopoli, docente di Materie Letterarie ed appassionato cultore del teatro in vernacolo), portato in scena, nel Teatrino della Parrocchia Madonna del Pane a Novoli, dal Gruppo Teatrale “Le Sarmente” diretto da Gegè Spada.

Gli attori hanno regalato risate a crepapelle agli oltre 100 spettatori, facendoli riflettere, però, sui veri valori della vita: famiglia e amore su tutto e tutti. E poi hanno evidenziato un concetto importantissimo: c’è sempre tempo per avere una seconda possibilità, per redimersi, per capire di aver sbagliato in questa strana vita che molte volte ci vede allontanare dalla riva per ritrovarci poi in mezzo al mare.

Col sorriso hanno messo KO due dipendenze terribili come l’alcolismo ed il gioco d’azzardo che causano veri tsunami nella vita non solo delle vittime ma delle intere famiglie coinvolte in un vortice di negatività.

L’opera si è svolta in tre atti, raccontando le vicissitudini di una famiglia novolese in cui la moglie Maria Carizza (Anna Parlangeli) e le figlie, Gabriella (Chiara Venticinque) e Rita (Maria Spagnolo) sono costrette a subire i vizi, insieme problemi da essi causati, del padre Donatuccio Firroddha (Gegè Spada), che si svaga giocando ed affoga le sue sconfitte nel vino.

L’intera vicenda danza sulle esilaranti battute dei protagonisti che riescono non solo a divertire ma anche a ricordare una genuinità che va perdendosi, ed è facile riconoscere in loro qualcosa di familiare o associare somiglianze con persone reali creando delle bolle emozionali di déjà vu… e poi cosa c’è di più bello che ascoltare il nostro dialetto, meravigliosa pietra miliare della nostra cultura contadina? Nulla, se a tutto ciò si unisce il sorriso dei semplici.

Una chicca della scenografia è il quadro di Sant’Antonio Abate appeso nella cucina della famiglia Firroddha che va a rimarcare l’importanza della figura del patrono per la comunità novolese.

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Si replica questa sera alle 20:30 sempre presso il Teatrino della Parrocchia della Madonna del Pane. Ecco gli altri attori: Simona De Tommasi (Cesarina, una vicina di casa), Emilio Spedicato (Peppino, figlio di Cesarina), Roberto Indirli (nella doppia veste di Pippi e di San Pietro), Annarita De Blasi (Ndata moglie di Pippi), Monia Spagnolo (Gertrude, la comare), Gervasio Galloso (Biagio l’amico di Donatucciu), Eugenio Spedicato e Biagio Lorenzo (Camerieri, fiorai e pompe funebri).

  • Regia: Gegè Spada.
  • Collaboratori: Donato Indirli, Francesco Spada, Maria Rosaria dell’Anna, Giuseppe Rollo.
  • Suggeritrice: Marianna Mocellin Zecca
  • Scenografia: Alessandro Calabrese

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