Lecce, Napoli superiore ma fanno discutere le scelte del mister. Le pagelle

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Lecce – Un Napoli forza quattro, sulle ali dell’entusiasmo dopo la vittoria sul Liverpool in Champions, doma un buon Lecce che gioca alla pari per larghi tratti della partita. Una partita incanalata già nel primo tempo per degli episodi, ma non può dirsi certamente che i partenopei non abbiano meritato sebbene il passivo appaia troppo severo per quanto espresso sul campo.

PRIMO TEMPO – Liverani schiera una formazione senza vere punte, in avanti Falco, Farias e Mancosu. Ancelotti fa turnover e dà fiducia invece a due vere punte Llorente e Milik, con Insigne largo sulla fascia ad inventare.
Ritmi subito alti, con il Lecce che parte bene, si difende ordinatamente e trova la conclusione con Farias e Mancosu al 15esimo e al 20esimo.
Cresce quindi il Napoli che trova il gol al 28esimo con Llorente che si ritrova la palla tra i piedi in seguito ad un tiro di Milik deviato da Rossettini.
Raddoppio partenopeo al 40esimo su rigore di Insigne in seguito a tocco di mano in area da parte di Tachtsidis. Da segnalare che il rigore è stato battuto due volte in seguito al movimento anticipato di Gabriel che para ma perde il contatto con la linea di porta prima che Insigne calciasse il pallone. Regola applicata alla perfezione dall’arbitro, un inedito. La seconda volta Insigne non sbaglia sebbene ad onor di cronaca si deve segnalare la presenza di alcuni giocatori in area, ragion per cui sarebbe stato da ripetere anche questo.

SECONDO TEMPO – Liverani comincia con Petriccione, alla sua seconda stagionale, al posto di Tachtsidis. Il Lecce parte bene, senza timore reverenziale e appare più sicuro nelle giocate.
Nel momento migliore dei salentini è però il Napoli a trovare il tris al 52esimo con un gran sinistro a giro di fuori area di Fabian Ruiz, lasciato colpevolmente libero dalla retroguardia giallorossa.
Il Lecce si riversa in avanti e al 58esimo trova il gol con Mancosu su rigore in seguito ad un atterramento di Ospina su Farias.
Per i salentini entrano Lapadula al posto di Falco e Benzar al posto di Rispoli, ma gli attacchi sono confusi e poco efficaci.
Al 84esimo è il Napoli a chiudere la partita con Llorente che ribatte una conclusione di Insigne non trattenuta da Gabriel.

SINGOLI – Il Lecce dà sempre la sensazione di essere in partita, giocando alla pari per larghi tratti sebbene dimostri ancora un timore reverenziale che alla quarta giornata di campionato e nelle mura amiche non dovrebbe essere concesso a nessuno.
Falco – “Non devi giocare da solo”, si racchiude nel rimprovero di Liverani nel primo tempo il giudizio sul fantasista giallorosso. Dà sempre la sensazione di essere pericoloso ma la voglia di strafare non deve avere il sopravvento.
Tabanelli – Ogni volta che gioca dà l’anima per questa maglia. Efficace a centrocampo e colpisce anche un palo.
Majer – Un motorino instancabile, è una delle costanti in questa prima parte della stagione per Liverani.
Lapadula – Tanta voglia di mettersi in mostra, ma ancora una volta appare inefficace. Il ruolo di prima punta per quanto dimostrato finora ma soprattutto per caratteristiche fisiche dovrebbe essere una corsa a due tra Babacar e La Mantia.
Benzar – Sbaglia il disimpegno sul quarto gol partenopeo, non sembra ancora integrato nelle dinamiche giallorosse.
Liverani – Scelte discutibili da parte del tecnico romano. Sceglie di giocare senza prime punte per tenere bassi i terzini del Napoli ma non avendo un riferimento centrale gli esterni giallorossi sono preda facile prima degli esterni partenopei e quindi del raddoppio dei centrali di difesa. Una punta di peso probabilmente sarebbe servita per lo scarico del centrocampo e per prendere falli utili a far salire la squadra. Se appare difficile la vittoria per i valori in campo, non bisogna per forza perdere.

Rimane l’amarezza per la sensazione che il Lecce possa e debba fare di più in virtù dei mezzi tecnici a disposizione ma mercoledì i salentini vanno già a fare visita alla Spal, nel primo turno infrasettimanale del campionato.