“Dantedì” a Lecce: l’Amministrazione avoca a sé la paternità di iniziative proposte dalla minoranza

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Lecce – Al Comune di Lecce sembrerebbe siano a corto di idee se hanno bisogno di avocare a sé la paternità di iniziative proposte dalle forze di minoranza anche con un certo anticipo rispetto ai tempi impiegati dal governo cittadino.

Questo è quanto si evince dalle doglianze dei consiglieri Giordano Anguilla e Guido relativamente ad una loro proposta che, oggi, si vedono sfilare e trovano “brandizzata” col marchio dell’Amministrazione Salvemini.

Il riferimento è all’imminente centenario (il settimo, per la precisione) in memoria della morte del sommo poeta Dante Aligheri (1321-2021): il 18 marzo scorso, infatti, i consiglieri del gruppo di Forza Italia a Palazzo Carafa avevano protocollato al Comune di Lecce una mozione per richiedere il restauro dell’opera bronzea a Lui dedicata e realizzata da Antonio Bortone nel 1921. Al contempo avevano altresì chiesto che per la data del 25 marzo (giorno in cui si celebra il cosiddetto “Dantedì) fosse riprodotta, alle ore 12 in punto (in deroga straordinaria all’amato Tito Schipa), la lettura di uno dei sonetti più famosi del Poeta, il “Tanto gentile e tanto onesta pare”, nella versione interpretata da Carmelo Bene.

“A seguito della proposta avanzata al Governo giovedì scorso – scrivono oggi Roberto Giordano Anguilla e Andrea Guidoapprendiamo con piacere e al contempo stupore che le nostre richieste sono state prese in esame dall’Amministrazione (diciamo così).
Giovedì in piazza Sant’Oronzo, a Mezzogirono, risuonerà, in via eccezionale e solo per quella data, la magistrale interpretazione del “Tanto gentile e tanto onesta pare” del nostro Carmelo Bene”.

Quindi la critica dei due consiglieri: “Ci spiace che nel comunicato dei civici-moderati-progressisti non si faccia cenno alcuno ai proponenti dell’iniziativa. Almeno sui temi culturali si potrebbe trovare convergenza, a maggior ragione su Dante, ma forse la nostra è stata utopia. Dispiace, ma guardiamo al lato positivo: la cosa si farà e i leccesi avranno presente ancora meglio e ancor di più lo stile (per non dire altro) di chi ci governa”.

Poi la chiosa, citando Almirante: “Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria”.