La vita della donna nel terzo millennio

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Per descrivere la donna di oggi nella società postmoderna c’è da dire che la libertà e la forza femminile non sono parole rassicuranti ma realtà effettive. Da un lato la donna sul piedistallo, dall’altro “sotterrata”, violata, perseguitata, minacciata, uccisa come si evince purtroppo dalle cronache quotidiane.

Il secolo e il millennio trascorsi ci consegnano tra, i tanti eventi tragici negativi o discutibili del Novecento, almeno la consapevolezza positiva della non naturalità e storicità del rapporto fra i sessi, della dimensione di potere e di prevaricazione che essi contengono dentro e fuori dalla famiglia. Si dice che il potere è maschio e la politica è femmina. Le relazioni intra ed extrafamiliari pongono, ora più che mai, al centro la donna, diventata sempre più brava nell’organizzare, predisporre, stabilire nei contesti in cui si trova a dover operare a che cosa si dà la precedenza.

Il mondo maschile riconosce l’inevitabilità dell’inserimento femminile in quasi tutte le realtà lavorative. Si dice da sempre che ella ha ”una marcia in più”, ma dall’altra parte esistono scorci di vite devastate che hanno trovato in sé o attraverso centri antiviolenza, case protette, telefoni rosa, centri ascolto la possibilità di sottrarsi ad inferni quotidiani. Quindi emancipazione e violenza è un binomio che si cerca di sezionare. Emancipazione sì, violenza no.

Per ovviare a situazioni di microconflittualità, che spesso degenerano, occorre non dare per scontata la relazione sessuo-affettiva. Lo dimostra il diffondersi della cosiddetta “singlitudine”. In verità dal rapporto a due non si prescinde se escludiamo l’uomo dalla vita sentimentale ce lo troviamo poi in ufficio ai posti di comando. Il segreto è compenetrare le nostre intelligenze focalizzando le differenze che da sempre sono la ricchezza dell’umanità. La soluzione è un creativo realismo quotidiano, radicato su una stima di noi ottenuta dalla conoscenza di quello che siamo e dall’accettazione dell’imprevedibilità dell’esistenza. Visto che il futuro delle generazioni è nelle mani in buona sostanza delle donne dovremmo attrezzarci per combattere questa sfida!