Il nuovo romanzo di Giulia Caminito, “L’acqua del lago non è mai dolce”, una storia di povertà ai bordi del Lago di Bracciano

0
87

L’acqua del lago non è mai dolce, terzo romanzo della giovanissima Giulia Caminito, pubblicato nel 2021, tra i finalisti sia al Premio Campiello sia al Premio Strega, narra la storia di Gaia a partire dall’infanzia sino ad arrivare alla prima giovinezza.

La storia è ambientata in un paese di provincia: Anguillara Sabazia, un comune italiano di circa ventimila abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio che si affaccia sul lago di Bracciano; nel 2001 è stato insignito del titolo di città. Giulia Caminito con grande maestria svela al lettore i percorsi di una famiglia proletaria con a capo una madre: Antonia, personaggio fortemente caratterizzato che si staglia nella trama narrativa prepotentemente, dal carattere forte, combattivo, estremamente determinata, seppur a dominare nel romanzo  è la figlia Gaia, anche lei rossa di capelli come la madre e, come lei determinata e di grande tenacia.

«È impossibile non essere coinvolti e trascinati da questo romanzo di eleganza e maturità fuori dal comune» – Nadia Terranova, Tuttolibri; «Una voce luminosa e potente, come una lunghissima poesia, come non se ne sentono da tempo, davvero da non perdere» – Maria Grazia Ligato, Io Donna; «Una scrittura secca e agra, illuminata da abbagli di breve e intensa prosa poetica» – Fulvio Panzeri, Avvenire;«In un romanzo a tratti visionario e affidato a una lingua corposa, dalla consistenza materica, mentre Antonia resta “scolpita nel marmo della sua maternità”, Gaia, personaggio capace di suscitare nel contempo solidarietà e profonda avversione per il crescente cinismo, “muta come biscia al sole”» – Marzi Fontana, la Lettura.

La scrittrice si sofferma con una scrittura incisiva intrisa di rabbia sui disagi, sulle differenze sociali, sulle amicizie che spesso deludono, sugli amori che si rivelano illusori, sulla morte. Gaia è una ragazza che detesta il proprio nome e il motivo  si capirà solo soffermandosi sulle pagine del libro, in quanto il suo nome, Gaia, sembra essere un vero e proprio paradosso della sua stessa esistenza, visto che appare essere in contraddizione con ciò che lei è. Da sfondo al dipanarsi delle vicende il lago di Bracciano dalle acque tutt’altro che limpide, ed è in un contesto piuttosto difficile che la protagonista  combatte, affrontando la vita con rancore. […] vivo nel limbo tra le mie cadute e le imprevedibili rivincite.” “[…] e sono contenta di vederlo, perché penso che funzioni così tra persone sbagliate, si è felici quando ci si incontra.” “La casa è dove le cose cadono a terra.” La sua è la rabbia di un’adolescente che si appresta alla vita con la consapevolezza che “per crescere bisogna faticare, non si è fanciulli a lungo, non verrai difeso, accudito, abbeverato, ripulito, salvato per sempre, arriva il momento in cui tocca a te stare al mondo”.

“L’acqua del lago non è mai dolce” è un libro piuttosto amaro, Gaia vorrebbe ribellarsi all’ingiustizia sociale, a quelle che sono  le brutture del mondo e come tutti gli adolescenti vorrebbe cambiare l’ordine delle cose.