Il carcere, vera e propria piazza di spaccio e affiliazioni mafiose: a denunciarlo è l’OSAPP

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Il carcere di Lecce, Borgo San Nicola

Lecce – “La vigilanza dinamica della Polizia Penitenziaria all’esterno delle sezioni detentive sta via via rendendo possibile la trasformazione delle carceri in vere e proprie piazze di spaccio ed affiliazione mafiosa; per non parlare poi della moltiplicazione delle opportunità di radicalizzazione Islamica”.

Lo dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’OSAPP, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, in seguito alle recenti dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, rese note da “Il Fatto Quotidiano” in cui si è appreso che, nel cortile del carcere di Lecce, con in mano la cosiddetta “santina”, gli iniziati alla quarta mafia fondata da Pino Rogoli, hanno potuto, indisturbati, recitare la “favella” e la successiva formula di “giuramento” di fedeltà alla Sacra Corona Unita. Il tutto, a detta del cronista, “davanti ad ignari agenti della penitenziaria”.

Non c’è da meravigliarsi, sostiene Beneduci, in quanto “la crescente carenza di organico (a Lecce, in particolare, ancora più accentuata in vista dell’imminente polo psichiatrico), insieme all’inarrestabile sovraffollamento dei detenuti non può che generare una miscela esplosiva a danno degli onesti ed ignari contribuenti”.

“Quanto sta accadendo a Lecce, l’OSAPP lo denuncia da anni – conclude Leo Beneduci -. Occorre provvedere ad una riforma più attenta della detenzione ma soprattutto occorre mettere mano all’attuale assetto dei vertici del DAP che, ancora una volta, rendono possibile quanto sta accadendo”.