Premio “G. D’Annunzio” a Maria De Giovanni, promotrice senza posa della cultura della solidarietà

0
34

Un altro riconoscimento molto importante è stato conferito qualche giorno fa alla salentina Maria De Giovanni, insignita del “Premio Gabriele D’Annunzio” promosso dall’omonimo circolo culturale a Casarano presieduto da Maria Nuccio.

La De Giovanni è stata premiata per la “cultura della solidarietà”. Si legge nella motivazione: “Commendatore Ordine al Merito della Repubblica italiana, già Ufficiale al merito, scrittrice, Presidente dell’associazione Sunrise Onlus, per aver ideato e realizzato il progetto sanitario, ‘Il mare di tutti’ che offre gratuitamente alle persone di tutta Italia con gravi disabilità neurologiche – sclerosi multipla, Sla, Parkinson – un servizio di fisioterapia a mare. Per l’impegno sociale con cui si prodiga nell’opera di conoscenza e approfondimento della complessità delle patologie neurologiche di carattere sociale, attraverso la divulgazione delle sue opere editoriali. Per aver messo con coraggio altruismo a servizio della collettività la propria esperienza esistenziale, attraverso la sua testimonianza di donna attivamente inserita nel contesto sociale pur essendo colpita dalla grave disabilità neurologica, sclerosi multipla, per aver innescato un processo virtuoso di attenzione e riflessione che favorisce e promuove la cultura della solidarietà verso il prossimo e l’altrui sofferenza”.

Insomma un nuovo premio che si somma a quelli giunti da altre parti d’Italia e che riconosce di fatto la sua generosità e la sua lotta per difendere i diritti delle persone più fragili e bisognose d’aiuto.

“Sono molto felice di questo premio che identifica il merito, valore in cui io credo moltissimo, perché figlio del sacrificio e della fatica. E, quando la società, in questo caso la commissione del Premio D’Annunzio, ne riconosce l’autenticità e l’impegno, allora vuol dire che la giustizia e la verità vinceranno sempre, a tutela di chi voce non ha”.

Parole accorate quelle di Maria De Giovanni che riceve l’ennesimo riconoscimento, in una serata speciale, di piena estate in cui i diritti e la cultura sono oltre la malattia con cui deve convivere quotidianamente , ma che lei con grande forza e coraggio combatte.