Diocesi di Lecce, oggi la celebrazione della Chiesa Locale. Alle 18 l’Arcivescovo conclude l’Anno Santo della Misericordia

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Domenica 6 novembre (ore 18), festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale, si conclude a Lecce l’Anno Santo della Misericordia. In mattinata a Borgo San Nicola il Giubileo dei carcerati. Speciale annullo latelico di Poste Italiane in vendita in Piazza Duomo


Mons. Domenico Umberto DAmbrosioLecce – Si conclude domenica 6 novembre alle 18 con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. D’Ambrosio, il Giubileo straordinario della Misericordia a livello diocesano (il Santo Padre lo chiuderà in San Pietro per la Chiesa universale il prossimo 20 novembre, Solennità di Cristo Re). Come si ricorderà, l’Arcivescovo aveva aperto la Porta Santa lo scorso 13 dicembre con una affollatissima cerimonia: la Cattedrale e Piazza Duomo gremite, come poche volte in passato, fecero da cornice ad un evento di fede vissuto in sintonia con le intenzioni e le speranze di Papa Francesco.

Ora, l’occasione è data dalla festa della Dedicazione della Cattedrale di Lecce che, come da lunga tradizione, vedrà riunita l’intera comunità ecclesiale (sacerdoti e laici) intorno al suo pastore per celebrare l’unità e la comunione della Chiesa locale.
La cerimonia avrà un’anteprima intensa e suggestiva, segno di un’attenzione speciale che mons. D’Ambrosio ha manifesto sin dal suo arrivo a Lecce: il Giubileo dei carcerati a Borgo San Nicola. Domenica mattina, infatti, l’Arcivescovo alle 9,30, accompagnato dai due cappellani della Casa circondariale (don Sandro D’Elia e don Nando Capone), dal direttore (don Attilio Mesagne) e da una ventina volontari della Caritas diocesana celebrerà con gli ospiti dell’istituto di pena. Si avvierà così anche il Centro di Ascolto Caritas all’interno del carcere di Lecce come stabilito dal Protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi dall’Arcivescovo e della Direttrice della Casa circondariale. Esso, come si sa, prevede quattro ambiti d’intervento verso i detenuti più poveri: l’ascolto, l’assistenza farmacologica, la distribuzione degli indumenti e quella dei prodotti igienico-sanitari.

Per mons. D’Ambrosio è il momento dei bilanci: “È stato – ha sintetizzato l’Arcivescovo – un tempo ricco di doni, questo Anno Santo straordinario, voluto dal Santo Padre per invitare tutti i cristiani a un rinnovato cammino di conversione che aiutasse a comprendere meglio una caratteristica di Dio, spesso sconosciuta o trascurata: la misericordia. Il volto di Dio ‘che consola, perdona e dà speranza’, come auspicava Papa Francesco nella Bolla di indizione. Anche per noi, qui a Lecce è stato così”.

“Migliaia di persone – ha sottolineato D’Ambrosio -, parrocchie, associazioni, movimenti, gruppi sociali, categorie (anche i politici), singoli fedeli, hanno attraversato la nostra Porta Santa. In tantissimi si sono accostati alla confessione, hanno chiesto e ottenuto l’indulgenza plenaria e hanno potuto fare l’esperienza dell’abbraccio del Dio-misericordia. Il popolo ha potuto conoscere e apprezzare questo dono e sicuramente d’ora in poi si predisporrà ancora meglio nel fare l’esperienza del perdono del Padre che accoglie, sostiene e incoraggia”.

Ma per la Chiesa di Lecce, la celebrazione dell’Anno Santo straordinario non si è limitata alle sole manifestazioni di culto. Come aveva chiesto il Papa, accanto all’esperienza sacramentale e comunitaria della misericordia anche la Chiesa di Lecce – grazie alla Caritas diocesana, da sempre in prima linea nella lotta alle povertà – ha messo in atto due “opere-segno” del Giubileo.

Partendo dalla consapevolezza che anche nel nostro territorio sono in tanti coloro che si imbattono in un percorso di vita caratterizzato dalla precarietà umana e morale più assolute. E che spesso sono in cammino “da Gerusalemme a Gerico”, come l’uomo soccorso dal “buon samaritano” del Vangelo, la Chiesa di Lecce, accanto alle diverse opere di misericordia che già realizza in diversi ambiti del sociale, ha dato corpo a due nuove “opere-segno”: il “Fondo Famiglia” e il “Servizio Gerico”.

Il “Fondo Famiglia”, si proponeva di venire incontro alle famiglie che si ritrovano in condizioni di estremo biso- gno, fornendo un aiuto concreto, che potesse incoraggiarle e accompagnarle lungo un percorso che restituisse loro dignità, ducia e speranza.

Il “Servizio Gerico” è nato, invece, dall’esperienza che la Caritas Diocesana di Lecce ha maturato nel campo dell’accoglienza, soprattutto negli ultimi tre anni con la “Casa della Carità”. Si è rivolto a persone indigenti senza ssa dimora, che nel Salento aumentano di giorno in giorno. Ha assicurato una “Dimissione Ospedaliera Protetta” (D.O.P.), garantendo un posto letto all’interno della “Casa della Carità” a tutti coloro che, in seguito ad un ricovero ospedaliero, presentavano condizioni temporanee di non autosufficienza e necessitavano di un periodo di convalescenza assistita.

“Ovviamente – ha concluso l’Arcivescovo – queste due ‘opere-segno’ non si fermano con la chiusura della Porta Santa. ‘I poveri li avrete sempre tra voi’, diceva Gesù. Quindi, nemmeno la carità potrà mai fermarsi. Il ‘Fondo famiglie e il ‘Servizio Gerico’, continueranno ad essere la testimonianza di una Chiesa che ha scelto i poveri come via preferenziale di salvezza”.

Per la chiusura del Giubileo diocesano, Poste Italiane ha predisposto l’annullo filatelico speciale creato appositamente per l’occasione. Nello stand di Piazza Duomo sarà messa in vendita una cartolina dedicata, disponibile in tiratura limitata. 

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