Lecce, Corvino: “Abbiamo fatto del nostro meglio, continuiamo a considerarci Davide e non Golia”

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Lecce – A margine della conferenza stampa di presentazione di Faticanti, il responsabile dell’area tecnica Corvino ha fatto il punto sul mercato, ormai concluso: “Anche se mancano poche ore alla chiusura, oggi facciamo delle analisi perché credo che non ci saranno ulteriori innesti per quanto riguarda il mercato. Impegni miei e di Stefano ci porteranno settimana prossima in viaggio anche in vista delle nazionali. Un primo ciclo si è chiuso sia per la prima squadra che per la primavera. Abbiamo raggiunto i risultati attraverso il lavoro e le idee. Abbiamo fatto tanto e ci siamo sforzati di fare il meglio per i nostri tifosi. Abbiamo lavorato su mercati alternativi scommettendo sui giovani. Coniugare la valorizzazione e il risultato sportivo è difficilissimo. Abbiamo messo in equilibrio il club dal punto di vista finanziario. Riuscire poi a raggiungere anche il risultato sportivo, determina un lavoro straordinario. La passione dei nostri tifosi è anche la nostra e cerchiamo di fare sempre il meglio

Il secondo ciclo è partito con la seconda cessione più importante del club, quella di Hjulmand. Quello che abbiamo incassato lo abbiamo reinvestito per acquisizioni con delle caratteristiche particolari. Abbiamo tenuto conto del monte ingaggi. Un conto è patrimonializzare, un conto è il monte ingaggi che rappresenta un debito certo. Il monte ingaggi del Lecce è il più basso in Europa. Nello stesso tempo, raggiungere i risultati significa qualcosa di straordinario. Quello che è entrato è stato messo a disposizione per compensare le uscite. Abbiamo cercato di guardare anche alla competitività. Spero che tutto quello che abbiamo fatto non alzi l’asticella. Dobbiamo sognare ma dobbiamo mantenere i piedi per terra. Tutti quanti noi dobbiamo considerarci Davide e non Golia. Se ci consideriamo Golia siamo morti. Mi preoccupa la Serie A perché è un animale difficile da combattere. Il campionato che abbiamo iniziato ci sta dando delle indicazioni. Abbiamo ancor più abbassato l’età media. Oltre ad essere la squadra più giovane d’Italia siamo tra le prime tre in Europa in uno dei campionati più difficili d’Europa. Abbiamo una rosa di 30 calciatori di cui 5 sono portieri. Alcuni sono talmente giovani che vogliamo farli crescere tecnicamente e fisicamente. Dei 25 giocatori, 17 sono nati dal 2000 al 2004. Questo è un vanto della società e di tutti noi. Sette di questi calciatori vengono dalla primavera. Tutto questo è figlio del lavoro e di idee”.

Infine, le domande dei giornalisti:

Il monte ingaggi è rimasto invariato?: “Il monte ingaggi è uguale a quello dello scorso anno ovvero di € 15.423.200,00 lordi. È il monte ingaggi più basso in Europa. Quando lavori con questi numeri, è difficile raggiungere i risultati sportivi. Io mi auguro che possiamo ancora farcela. Abbiamo alzato il livello tecnico ma non sappiamo come gli altri hanno alzato il livello. Dobbiamo guardare agli altri per capire come alzare il nostro livello”.

Il sistema di gioco sarà ancora il 4-3-3?: “Tutte le strade per arrivare a Roma sono valide. Quando uno ha dimostrato che seguendo una strada, ti salvi, vinci uno scudetto, sali in serie A, credo che non si debba cambiare la strada. Tra 433 e 4231 alla fine stiamo là”.

Sulla duttilità dei giocatori in rosa: “Quando propongo un giocatore guardo molto alla flessibilità e alla duttilità. Avere un giocatore come Blin, è una qualità in più. Chiedere ad un giocatore come Strefezza di fare l’esterno o la prima punta cambia poco. Strefezza lo scorso anno ha realizzato i gol da centrale. Avere giocatori che possono adattarsi, contraddistingue lo spogliatoio”.

Quale è stata l’operazione più difficile?: “Ci sono stati dei ragazzi che lo scorso anno erano protagonisti con noi ma che non credevamo di poter portare qui perché non potevamo permetterceli. Abbiamo adottato strategie per portare a casa gli obiettivi da raggiungere. Cedere anche solo un calciatore è difficile, noi ne abbiamo ceduti 15. Abbiamo fatto 14 acquisti. Questo vi fa capire il lavoro fatto. La primavera ha subito uno sconvolgimento e c’è bisogno di tempo. Ogni operazione è un pezzo di cuore, pure quella di Smajlovic che è costata 100.000 euro”.