Salento & Dintorni: Leuca piccola

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A pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, più precisamente a Barbarano del Capo, troviamo “Leuca piccola”, un luogo suggestivo, ricco di mistero e decisamente inquietante, complesso architettonico risalente al XVII-XVIII secolo.

Il nome “Leuca piccola” deriva dalla presenza di un edificio di culto a forma di capanna (con un pronao in stile neoclassico, ove due lapidi in pietra leccese suggerivano al pellegrino di pregare e onorare la vergine Maria), che riproduce in scala ridotta il Santuario Santa Maria di Finibus Terrae ed è dedicato a S. Maria di Leuca del Belvedere, che era venerata in questa ultima tappa dagli antichi pellegrini diretti al Capo di Leuca.

E’ un vero gioiello l’interno della cappelletta, restaurata nel 1988 a cura dell’Amministrazione Comunale, affrescata nel 1711 con le immagini dei quattro Evangelisti (Matteo, Luca, Marco e Giovanni) uniti dalla sigla JHS, (Gesù), incisa sulla chiave di volta, e dei Santi più ‘popolari’, come il San Lazzaro della parabola del ricco Epulone, raffigurato con la borsa a tracolla, come un postino, che consegna una lettera a Dio con le notizie delle opere buone compiute dai fedeli, rifacendosi al tema delle indulgenze; Sant’Oronzo; San Leonardo, raffigurato con la catena, veniva invocato per la liberazione degli schiavi; Santa Barbara, invocata durante i temporali per avere protezione dai fulmini; San Gennaro con le ampolle del suo sangue; Santa Lucia con gli occhi sul piattino; San Pasquale Baylon, invocati dai contadini e dai pellegrini nelle fatiche quotidiane e nei loro momenti di sconforto.

Mentre, sull’altare campeggia ancora la sinopia dell’affresco con l’effigie della Madonna di Leuca, quella più antica in assoluto, che fu bruciata dagli Algerini il 19 giugno 1624, e poi riprodotta nel 1989 nella tela di Franco Ventura.

All’interno della Sagrestia esistono ancora due rarissimi confessionali in pietra a nicchia voltata, che hanno ascoltato chissà quanti antichi peccati e accorati pentimenti.

L’edificio di culto è dotato di un vano superiore, utilizzato come punto di vedetta e di difesa dagli attacchi barbarici, e di sotterranei, che si snodano nella roccia fino alle campagne circostanti.

Al di sopra dell’ingresso alla chiesetta è ben visibile ancora il leone rampante su uno sfondo azzurro, stemma della famiglia baronale Capece, feudataria di Barbarano, cui apparteneva il fondatore dell’intero complesso, don Annibale Capece, sacerdote della famiglia baronale, che nel 1685 fece erigere proprio questo Santuario per dare maggior lustro al suo casato.

Nei sotterranei, in cui pare ancora di udire remoti echi di preghiere e di dolore, sono ancora ben conservate alcune cellette, rifugio e ristoro dei pellegrini, che solevano poi raggiungere a piedi il Santuario di Santa Maria di Leuca; nonché, pozzi che garantivano l’approvvigionamento idrico a persone ed animali, grazie alla vicinanza della falda acquifera poco profonda e prossima alle due “vore” carsiche di Barbarano a sviluppo verticale.

Ma il complesso di “Leuca piccola” si compone anche di alloggi e vani di servizio per i pellegrini ed esiste ancora l’accesso, delimitato da un muro di cinta con alcune nicchie (un tempo vani per merci), alla piazza ove si svolgeva un mercato per il commercio dei generi di prima necessità per i viandanti.

Singolare ed intrigante, infine, la lapide perfettamente visibile sul muro di accesso all’antica piazza del mercato e alla locanda per i pellegrini, che reca incise 10 “P”, che stanno a significare la celebre massima : “Parole Poco Pensate Portano Pena, Perciò Prima Pensare, Poi Parlare”, monito di cui in tanto dovremmo fare assolutamente tesoro.

L’interessante complesso di “Leuca piccola”, proprio sul bivio della Via Francigena e della Via Leucadense, può essere visitato con la guida di Graziella Caroppo, fine conoscitrice del “Salento sottoterra” e dei suoi misteri.