Happy Birthday, Stille Nacht!

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In questo tempo natalizio, nel quale tutti si scambiano gli auguri, è molto bello ricordare i 200 anni di uno dei canti natalizi più famosi. Si tratta di Stille Nacht, nato dal testo di Joseph Mohr, un giovane prete originario della città di Mozart (Salisburgo), e dall’ispirazione musicale di Franz Xaver Gruber, un compositore ed insegnante ad Arnsdorf, ove oggi è stato allestito il Museo Stille Nacht.

Intorno all’origine del canto continua a tramandarsi una versione secondo cui fu composto in tempi molto veloci come soluzione alternativa al mancato funzionamento dell’organo della chiesa di St. Nikola a Oberndorf, in prossimità di Salisburgo, a causa del rosicchiamento del mantice da parte dei topi. Gruber, ricevuto il testo (24 dicembre, 1818) da Mohr, realizzò una composizione per due voci soliste, coro e chitarra, eseguendola nella stessa chiesa la notte di Natale vedendo entrambi gli autori anche in veste di interpreti. Mohr eseguiva la parte più acuta (tenore) e a Gruber toccò cantare la linea più grave (basso) sostenuti dall’accompagnamento della chitarra. Il brano ebbe subito successo anche in termini di diffusione oltre a vantare moltissime traduzioni. Nella nostra lingua è conosciuto nella nuova versione di Astro del Ciel attraverso un nuovo testo scritto da un altro sacerdote, Angelo Meli (1901-1970).

Lo scorso 12 dicembre, Papa Francesco – rivolgendosi alla delegazione dei Parlamentari austriaci, venuti in Vaticano in occasione del bicentenario del canto – ha sottolineato che: «Con la sua profonda semplicità, tale canto ci fa cogliere l’evento della Notte Santa». Allora, entrando più nel merito, vediamo più da vicino in che cosa consiste.

Il testo, sostanzialmente, racconta ciò che succede. La scrittura musicale – nella tonalità di Re maggiore – in 6/8, ricorda le dolci pastorali dei canti e delle nenie che intonavano gli stessi pastori durante il periodo natalizio con un procedere melodico semplice nelle due voci, caratterizzate per un moto parallelo per intervalli di terze e di seste sorrette da un’altrettanta armonia strutturata in modo essenziale.

Di seguito la composizione nella versione originale ove si evincono i dettagli ed altre informazioni utili che chiariscono ulteriormente il contenuto di quanto sin qui esposto.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio «G. Rossini» di Pesaro, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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