USA, tre donne ritrovate dopo 10 anni: arrestati il rapitore ed i suoi due fratelli

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Svanite quando erano adolescenti, per anni prigioniere in una casa vicina alle loro, sono fuggite e hanno chiesto aiuto.

Bambini scomparsiTre ragazze scomparse. Michelle Knight nel 2002 all’età di 20 anni. Amanda Berry nel 2003 all’età di 17. Gina de Jesus nel 2004 all’età di 14 anni. Tutte svanite in circostanze diverse ma nella stessa zona a Cleveland, Ohio. Ieri sono state ritrovate a pochi chilometri da dove erano sparite. Erano tenute segregate da un autista di scuola bus, Ariel Castro, 52 anni. La polizia ha anche arrestato i due fratelli dell’uomo, rispettivamente di 50 e 54 anni.

Per fortuna questo episodio ha riportato la felicità in quelle famiglie che in passato avevavo visto sparire i loro cari senza una causa “giustificata”.

Purtroppo ogni giorno nel mondo sparisce qualcuno,  ma se questo avviene nelle nostre vicinanze il problema lo avvertiamo con maggiore attenzione. In Italia ogni anno, le numerose denunce di minori scomparsi che arrivano alle Forze di Polizia destano sconcerto e preoccupazione nell’opinione pubblica.

Secondo la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di stato – Divisione Analisi Minori-, tra il 2007e il 2012 sono scomparsi in Italia 2649 minori di cui 1201 al Nord, 618 al Centro e 830 al Sud.

I dati provenienti dall’America sono  più inquietanti:  ne spariscono 2000 al giorno.

Nei Paesi dell’Est europeo (Romania e Bulgaria) i bambini sono venduti a coppie sterili che, invece di ricorrere all’adozione, comprano un neonato, anche a costo di sborsare somme ingenti.

 Un fenomeno diffuso in tutto il mondo con entità numeriche agghiaccianti.

Fortunatamente  nel nostro Paese, l’80% degli scomparsi, prima o poi, ritorna a casa. Ma rimane quel 20% di casi irrisolti come ad esempio la piccola Denise Pipitone oppure Angela Celentano.

Per tutelare i nostri figli impariamo a proteggerli ed amarli; passiamo del tempo a parlare con loro: scoprirai qualcosa che non ti aspetti e potrai mantenere aperto un dialogo privilegiato per le loro difficoltà.

Senza fare il “poliziotto”, fa in modo di sapere sempre dove sono e come sono rintracciabili anche se hanno avuto impegni non programmati: partita di calcetto, festicciola, incontro amoroso, sciopero a scuola, etc.

Insegnagli che è sempre meglio non accettare nulla dagli estranei (dolci e bevande, passaggi in moto, biglietti gratis etc.) e che le cose preparate in casa o in proprio, sono sempre le migliori. Tieni il computer in un posto centrale della casa e cerca di imparare ad usarlo (non è difficile). Aiuta i tuoi bambini ad usarlo in maniera equilibrata e stabilisci delle regole ben precise, senza dimenticare che la rete è come il mondo reale: ci sono le cose belle e le cose brutte e adottando un minimo di precauzioni si può esplorare il virtuale in tutta tranquillità.

Ma Attenzione a non coltivare il seme della sfiducia (i tuoi figli potrebbero crescere pieni di paure) ma quello del dubbio sì: proteggerli non vuol dire insegnar loro a fuggire di fronte a chiunque solo perché potrebbe essere un “cattivo”. Inoltre il bambino deve sempre sapere oltre al stuo nome e cognome, anche  l’indirizzo, il numero di telefono di casa o il cellulare di uno dei genitori: potrà sempre essergli utile!

Avvisare sempre almeno un genitore se con amici o compagni decidono di spostarsi; se devono  fare una cosa di cui non avevano  parlato o che non avevano previsto.

Insegnare che la l’unione fa la forza, quindi è sempre meglio stare insieme ad amici e familiari.

 Quando navigano  su Internet non dare mai a nessuno l’indirizzo di casa, il  numero di telefono o il nome della propria  scuola.

Non prendere appuntamenti con persone conosciute sulla rete, anche se dicono di essere  coetanei. Se frequentando  una chat room  qualcuno  dice qualcosa di strano o preoccupante, parlane appena possibile con i  genitori o con gli insegnanti. Questi dei piccoli consigli della Polizia di Stato che dovrebbero aiutarci a tutelari i nostri piccoli. Ogni anno il 25 maggio ricorre “La giornata internazionale dei bambini scomparsi”, inoltre il sito internet della nota trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” dedica un ampio spazio alla problematica.

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