Salento turismo: ritratto in chiaroscuro

0
253

Era il 1990 quando in veste di studentessa universitaria ingenua e sognatrice viaggiavo attraverso l’Europa grazie all’associazione AEGEE LECCE, di cui ero vice-presidente. Ricordo, come fosse ieri, i miei tentativi disperati quanto del tutto inutili di identificare visualmente la Puglia nel “Tacco d’Italia” e di individuare un puntino non meglio identificato sulla cartina geografica e, in particolare, rammento bene il sorriso beffardo degli spagnoli quando mi capitava di parlare della mia città.

Leche? Tu ciudad se llama leche de verdad?” e giù risate a crepapelle, una cantilena a cui ho dovuto fare il callo che nella nostra lingua risuona pressappoco così:“Latte???La tua città si chiama davvero così???”.

Quanta strada abbiamo percorso da allora … ora che la nostra regione e il Salento sono praticamente sulla bocca di tutti e ci è capitato di vivere momenti di vera e propria autoesaltazione quando il National Geographic ha premiato la Puglia come “Best value travel destination in the world“ 2017 e persino il prestigioso New York Times non è rimasto indifferente al fascino della nostra regione definendola addirittura magica! Peccato che dopo una passata stagione sull’onda del ‘tutto esaurito’ – andamento che negli ultimi 10 anni ha visto un incremento degli arrivi turistici del 62,6% con un aumento significativo di stranieri – ci sia capitato di scivolare sulla classica buccia di banana dei giudizi impietosi dei vacanzieri apparsi su Booking e Trip Advisor riguardo alle nostre strutture ricettive, facendoci all’improvviso precipitare dal piedistallo quel tanto per comprendere che l’improvvisazione forse non paga.

2223 le strutture ricettive salentine a fronte delle 6881 presenti in Puglia per un totale di circa 90.500 posti letto disponibili contro i 272.852 totali in Puglia. Non male per una porzione di territorio rimasto in ombra per così tanti anni. La maggior parte di questi posti (38,5%) sono messi a disposizione dai 321 alberghi per una media di 109 letti per esercizio. Un’altra quota considerevole (27,8%) riguarda i 26 campeggi e i villaggi turistici che in media mettono a disposizione 968 posti letto. Fa seguito l’11,9% fornito dai 211 case e appartamenti vacanza, con una media di 51 letti per struttura ricettiva e l’11,5% dei 1.300 Bed&Breakfast. Più contenuta infine (6,9%) la consistenza dei posti letto offerta dai 216 agriturismi. Un numero ragguardevole di strutture cui va ad aggiungersi, quasi a controbilanciare, la voragine non quantificabile degli affitti in nero.

Siamo oramai nel clou di questa stagione turistica che si preannuncia ancora una volta da record, stando ai primi dati sulle presenze nelle strutture ricettive, specie quelle delle zone balneari prese letteralmente d’assalto dagli amanti del divertentismo low cost – area ionicacui fa da controtendenza quello meno chiassoso e più a portata di famiglia che fa riferimento alle zone adriatiche e quello squisitamente culturale che vede Lecce come capofila che negli ultimi 10 anni è pure diventato un discreto attrattore di eventi.

Ugento, regina indiscussa del 2017, seguita da Otranto, Lecce, Gallipoli e Melendugno… o qualche nuova meta turistica. Chi vincerà la sfida? Si accettano scommesse.

E mentre si fanno le prime ipotesi, c’è da chiedersi in che modo il turista “faidate” si sposterà attraverso il Salento. I dati dello scorso anno riferiscono che la maggioranza di chi sceglie il nostro territorio si sposta prevalentemente con l’auto…e il motivo è presto detto. I trasporti pubblici sono e rimangono un nodo al fazzoletto ancora da sciogliere. Riuscirà il servizio attivato da Ferrovie SudEst valido fino al prossimo 9 settembre in aggiunta a Salentoinbus a colmare un atavico gap strutturale? Saranno sufficienti 15 treni non stop, un servizio metropolitano Gallipoli-Baia Verde e venti collegamenti in bus a far salire le nostre quotazioni anche in questo settore e a farci sentire un po’ meno Burundi e un po’ più un paese civile?

Ai posteri l’ardua sentenza…