Salento & Dintorni – Una Madonnina e tanti ‘pizzini’

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In prossimità del centro abitato di Galugnano, frazione di San Donato, fra vie di campagna, costeggiate dai tipici muretti a secco, superato il menhir “Curti Ecchi”, un passaggio a livello e due pagghjare, si scorge la piccola chiesa della Madonna della Neve, denominata anche anticamente S. Maria de li Pisanei, edificio di culto di edificazione medievale e successivamente ampliato fino al XVI secolo, composto da tre ambienti di epoche diverse.

Si passa dall’antico nucleo in stile romanico (XIV secolo), al porticato gotico (1522-1540), chiuso verso la fine del Cinquecento con la costruzione del terzo ambiente con un altare rinascimentale, i cui ultimi restauri (iniziati nel 1995 e terminati nel 2003) hanno rivelato un ciclo di affreschi raffiguranti Santi della liturgia greca (XV secolo); mentre, altri affreschi seicenteschi raffigurano San Francesco da Paola, Sant’Antonio da Padova, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia, San Pietro Martire, San Giovanni Battista e una Madonna con il Bambino.

Pare che il luogo di culto fosse in origine di proprietà privata e che vi si svolgessero riti religiosi greci; successivamente divenne di proprietà della Chiesa e vi si celebrarono riti romani con cambio anche del nome: da Madonna de li Pisanei (o delle Pisanei, forse dalla vicina tenuta, dove si coltivava il grano, che poi veniva trebbiato con l’aiuto degli animali e delle ‘pisare’) a Maria SS. della Neve.

L’altare, che forse in origine si trovava nella preesistente Chiesetta dell’Annunziata, è in pietra leccese ed è stato riposizionato dopo l’ampliamento settecentesco dell’edificio, che è stato dichiarato dalla Sovrintendenza pugliese “monumento di interesse particolarmente importante”.

Ma, al di là dell’interesse storico ed architettonico, la Chiesetta è assai intrigante, perché, pur essendo un minuscolo luogo di campagna, è parecchio frequentata dai fedeli che sono soliti lasciare alla Madonnina i loro ‘pizzini’ sotto una pietra rettangolare, posta sull’altare sotto l’effigie della Vergine, alla quale chiedono pietose intercessioni e soluzioni salvifiche.

E la Madonnina accoglie con sguardo benevolo e materno ogni richiesta, anche le preghiere e le istanze delle donne innamorate.