Roberto Leone e le sue foto a Lecce

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Lecce – Il prossimo 10 dicembre a Lecce si inaugura la mostra fotografica di Roberto Leone in una sede prestigiosa: il Carlo V. Le foto potranno essere godute sino al 10 febbraio del 2019.

Punti di vista silenti e sorprendenti: è così che può essere definita la fotografia aerea di Roberto Leone.

Guardare le immagini di Roberto è come osservare la realtà a testa in giù, e subito viene in mente il celebre film “ Il cielo sopra Berlino” di Wenders e la splendida poesia di Handke. Dunque verrebbe da dire “Quando il bambino era bambino…” e rititolare il suo lavoro “Il cielo sopra il Salento”.
Non si tratta semplicemente di osservare tutto dall’alto, ma di fare un piccolo viaggio aereo e perlustrare zone di qua e di là, cogliendo non solo porzioni di luoghi, ma anche nuovi spazi del tutto sconosciuti. Questo viaggio Leone lo fa con il drone che utilizza da anni, lo fa in modo magistrale perché dopo aver trovato letteralmente il suo piccolo scrigno lo fotografa restituendo immagini nuove, inedite, che mai avremmo visto prima. La composizione è pura e ricercata geometria, il colore è lui stesso territorio, essenza di profumi e suoni, e silenzi. E questi silenzi che percepiamo guardando le sue fotografie sono gli stessi silenzi di Leone, la solitudine che avvicina alla ricerca, al non voler apparire proprio come farebbe un angelo portatore di bellezza. Le sue immagini vanno guardate e riguardate ancora per trovare come in una caccia al tesoro il luogo scelto. E come faremmo durante un concerto dove ascoltando riconosciamo di volta in volta gli strumenti, qui osservando riscopriamo tutto, perché visto dall’alto il tutto è altra cosa.

Ecco Lecce, i quartieri di S.Rosa, le rotatorie, gli ingressi alla città. Il paesaggio di mare, quello che in assoluto Leone predilige, pezzetti di spiaggia bianca, oro, ombrelli colorati. Acqua verde corallo contrastata dalle variegate sfumature di ocra, e terra di Siena e fondi blu oltremare. Scogli, macchia mediterranea, calette nascoste, cieli squarciati da nuvole dalle forme più incredibili. E feste, tante: le sagre di paese tipiche del nostro sud con le luminarie, la cassa armonica, la banda. A ciascuno il divertimento di tirare ad indovinare rispondendo alla domanda “ma dov’è?”. E gli indizi ci sono tutti, siamo noi a doverci spostare mettendoci a testa in giù. Ripetendoci “ Quando il bambino era bambino…”