L’arte di Michele Palumbo

0
58

Michele Palumbo nasce a Calimera il 4 giugno 1874. Dopo le prime lezioni didattiche che apprese da Paolo Emilio Stasi, da Lecce, dove vive, si reca a Firenze per seguire gli studi al Regio Istituto di Belle Arti ed i corsi tenuti dal grande maestro Giovanni Fattori dal 1894 al 1898.

Rientrato a Lecce avvia la sua attività pittorica, con esposizione di quadri nei negozi, conseguendo lodevoli risultati e riscuotendo il consenso della critica leccese.
Nel 1903, non ancora ventenne, si reca a Napoli, dove entra, come allievo, nell’atelier del salentino (originario di Ortelle) Giuseppe Casciaro, frequentandolo per alcuni anni e perfezionandosi nella tecnica a pastello.

Nei suoi dipinti, spesso eseguiti a pastello, la natura è protagonista: i paesaggi, i fiori, gli animali domestici. Ottiene un certo successo di mercato che si mantiene costante presso i collezionisti, lungo tutto il suo iter artistico, soprattutto a Lecce.

Numerose le sue presenze nelle rassegne pugliesi e numerose anche le collettive alle quali è invitato al di fuori dei confini regionali.
La sua copiosa produzione, a pastello e ad olio, si caratterizza per la ricerca verista.
Una pittura che risente oltre che del suo maestro Casciaro, del quale divulga i paesaggi ed i soggetti floreali, non meno di Vincenzo Ciardo.

Nei suoi bellissimi dipinti ad olio non è raro vedere un’alternanza di pennellate veloci ad altre più definite e precise, conferendo alla composizione una luce ed uno stile naturalista ed impressionista al tempo stesso.
Nelle sue scogliere e nei suoi uliveti si percepisce una spiccata salentinità, un interessante e vero racconto della nostra terra.
Muore a Lecce nel 1949, lasciando al figlio Mario, pittore come il padre, un’importante eredità artistica.