Italia, popoli di navigatori, poeti e tamarri: una carrellata di “murales” che ci mostra le scritte più assurde

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Viaggio tra le scritte che inondano gli edifici cittadini, frasi d’amore e d’odio, private e politiche, assurde e ironiche. Tra sgrammaticature e slanci poetici, le dichiarazione d’amore affidate ai graffiti urbani possono rivelarsi a volte esilaranti

Addio pupaLa lingua parlata ai nostri giorni è piena di “tossine grammaticali”, modi di dire o espressioni che sono entrate nel lessico comune, ma che fanno a pugni con la correttezza e la sensibilità linguistica. E se è assodato che il famoso congiuntivo, regola prima della sintassi, compare ormai ben di rado sui giornali, nei blog e nelle chat, e  se politici e personaggi pubblici lo ignorano nelle interviste radiofoniche o televisive, questa volta, per divertirci e divertire concentriamo la nostra attenzione su un elenco infinito di scivoloni comunicativi che popolano i muri dei nostri paesi, città, strade ed autostrade, disseminati lungo tutto il tacco.

C’è già chi lo ha fatto prima di noi. Ma forse, ai lettori di Paisemiu.com è sfuggito: noi, siamo, dunque, ben lieti di riproporre una rapida rassegna di come l’amore, l’odio, le gioie ed i dolori nostrani vengano raccontati e rappresentati attraverso vere e proprie dichiarazioni incise a caratteri cubitali. Un po’ di tempo da dedicare al sorriso ma anche alla riflessione perché i muri hanno orecchie, si dice, ma i muri hanno anche la bocca, visto che nel corso dei secoli hanno sempre “parlato” attraverso le parole che migliaia di sconosciuti vi hanno segnato sopra per comunicare pubblicamente i propri pensieri.

Buon divertimento.

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