Comunico quindi esisto

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L’immortale Descartes o Cartesio, filosofo razionalista, afferma “dubito ergo cogito, cogito ergo sum”. Dubito quindi penso. Dunque esisto. Parafrasando potremmo mettere al posto del pensare la meraviglia umana del comunicare. Basta volgere l’attenzione alla diplomazia che tiene unito il mondo per avere un’idea dell’essenzialità del messaggio verbale. La trasmissione del pensiero ci dà la sicurezza matematica della nostra esistenza sulla terra. E’ impossibile e patetico un mondo senza comunicazione, ad ogni livello, anche nei frangenti peggiori come nella realtà desolante dei ghetti. E’ da preferire la comunicazione a volte alla triste dimora  dei sentimenti.

In ogni dimensione terrena e sicuramente anche ultraterrena essa dà gioia e promessa di vero bene. Lo asserisce il Divin Poeta nel Paradiso dicendo “La gloria di Colui che tutto muove per l’universo penetra e risplende, in una parte più e meno altrove”. Tutto in queste terzine sembra comunicare anche se in modalità analogica. E quando si parla di ciò è come “trasumanar”, un’ esperienza che non è possibile descrivere  a parole, ossia mediante un discorso logico e raziocinante. Il cuore, l’anima e il corpo comunicano, in particolar modo allorquando sono ispirati dal senso della con-divisione, dell’affetto, chiamiamolo così. E’ e significa amore per la natura, per le cose belle che  imprimono la linfa della comunicazione e la “vita” a coloro che ne sono i più avvezzi fruitori.

Non vi è niente di meno ameno, scusando il gioco di parole, di una figura che non esprime nulla, è appunto mancante dell’elemento comunicativo. Al contrario l’essere che vede nella sua funzione il desiderio di abbracciare l’umanità e gridare a gran voce a chi ne fa parte attiva, è alquanto entusiasmante. Non a caso comunicazione significa letteralmente “mettere in comune”. E non si tratta di cose materiali, ma di “avvisi” che vogliono dire emozioni, sentimenti, informazioni, intenzioni. Tuttavia, a dirla con Paulo Coelho “Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano”.