Buona uscita e pensioni d’oro per gli amici degli amici.

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Una politica che stupisce, che annoia, che puzza e che ha stancato. Una politica che costa sempre e tanto agli italiani, a volte, ignari spettatori degli obbrobri decisi dalla casta.

Certo bisogna parlare di casta, altro non è. Qui di seguito vi riportiamo quanto costa alla politica sbarazzarsi dei nomi eccellenti che hanno contribuito in qualche modo alle sorti di questo paese. I cittadini hanno deciso che devono restare fuori, qualcuno ha pure pensato: “poveretti e ora ?!”; ma c’è chi penserà al loro sostentamento.

In un periodo così tragico, tutto questo ci sembra tragicomico. Tra esodati, licenziati e falliti, leggete un po’ i nostri cari demagoghi quanto percepiranno. La loro pensione non è certo in dubbio come la nostra. Grazie a LIBERO e alla firma di Franco Bechis siamo venuti a conoscenza di questa verità:

GIANFRANCO FINI; il leader di FLI, che con il suo partito non ha raggiunto lo 0,5 per cento nazionale, ha maturato una buona uscita di 260mila euro e una pensione mensile di 6.200 euro netti. 

ANTONIO DI PIETRO; dopo il fallimento di Rivoluzione Civile, anche Antonio Di Pietro resta fuori. Per lui 60mila euro di buona uscita e una pensione da 4.300 euro.

ITALO BOCCHINO; il “delfino” di Fini a FLI, ha seguito le sue stesse sorti. Troppo giovane per la pensione, avrà una liquidazione di 160mila euro.

FRANCO MARINI; fuori dal Parlamento dopo vent’anni, non ha conquistato il seggio al senato con il Pd. Liquidazione di 188mila euro e pensione da 5.300.

EMMA BONINO; per lei la pensione è di 6.500 euro al mese netti, più 60mila euro di liquidazione.

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