Pagliari si presenta: “Questa squadra mi piace. Meno barocchismi”

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PagliariLecce – Un allenatore affamato di successi, voglioso di rianimare l’entusiasmo della piazza giallorossa. Dino Pagliari si presenta al meglio nel suo vernissage ufficiale da tecnico del Lecce, prima della direzione del suo primo allenamento in giallorosso, la ripresa dopo le vacanze natalizie.

Il suo arrivo a Lecce può sembrare la chiusura di un cerchio poiché la carriera da allenatore del maceratese è cominciata proprio nel Salento, a Casarano, nel ruolo di vice di Balugani: “Quando ero lì, non sapevo neanche se sarei riuscito un giorno ad allenare“, chiosa Pagliari sorridendo.

“L’uomo giusto” – Il d.s. Antonio Tesoro non dimentica l’apporto di Franco Lerda: “Se ci troviamo a presentare un nuovo allenatore vorrà dire che qualcosa si è inceppato. Ci tengo a ringraziare Franco Lerda, un professionista che ha dato tutto ottenendo buoni risultati, ma il nostro dicembre è stato fin troppo negativo con tre sconfitte consecutive che ci hanno indotto ad operare il cambiamento di rotta, applicando una delle poche regole standard del calcio”. Sul nuovo allenatore poi Tesoro cerca di schiarire tutte le nuvole polemiche: “Non capisco il disfattismo ed il fatto che si insinui che Pagliari sia stata l’ultima scelta. Abbiamo incontrato, oltre a lui, solo Calori, ma l’ex Brescia ha preferito aspettare la Serie B. Con Dino Pagliari è stato amore a prima vista, per incontrarci ha cambiato cinque treni il giorno di Natale. i ragazzi hanno bisogno di credere in loro stessi e Pagliari, mister dall’importante pedigree con fame di successi, è l’uomo giusto per ripartire.”

PagliariPagliari-Lecce – L’antipatia verso le dichiarazioni di circostanza di mister Dino Pagliari si è notata fin dal primo attimo di conferenza. L’ex Pisa, voglioso di cominciare a lavorare, si è presentato così: “Sono soddisfatto di essere qui, ringrazio il presidente ed il direttore per la scelta e, sul mio viaggio in treno il giorno di Natale, aggiungo che amo molto i viaggi su rotaia, specialmente se fatti per colloquiare con società così importanti“. Quando si parla di campionato, con il Lecce distanziato di nove punti dalla capolista Salernitana, il maceratese non ha dubbi: “Non ho mai studiato matematica , ma mi pare che ancora ci sono più di 60 punti a disposizione. Questo campionato, come tutti da quando ci sono i tre punti, è aperto. Il primo posto? Chi viene ad allenare il Lecce ha il dovere di far bene e noi faremo bene. Gli ostacoli vanno affrontati ad uno ad uno e sembrano insormontabili solo se visti tutti insieme.”

Girone difficile- L’ultima esperienza di Pagliari sulla panchina del Pisa crea spunti di riflessione: “Rispetto al Girone B di due anni fa, questo Girone C conta molte squadre del sud dove il calcio viene vissuto con molta più partecipazione popolare. Lecce fa cinquemila spettatori a partita, numeri che solo piazze come Pisa ed Ascoli riescono a fare i. Altri gironi. Le presenze sembrano esigue se viste in questo stadio, ma è difficile fare un confronto“.

“Usare la pietra” – L’allenatore marchigiano, accompagnato in quest’avventura dal vice Maurizio Tacchi, spende parole importanti per l’organico a sua disposizione, rosa adattabile a tutti i moduli da lui prediletti: “Nel calcio i numeri si usano per semplificazione, sono solito giocare con quattro difensori, quattro centrocampisti e due attaccanti, ma in questa situazione i valori tecnici aiutano un sacco. A me la squadra piace molto. Miccoli? Beh lo riconosco, ma prima di parlare di ogni questione tecnica preferisco analizzare la rosa. C’è una differenza importante tra il riconoscere ed il conoscere che arriva solo dopo un po’.” Il Pagliari-pensiero si racchiude poi in una metafora in salsa leccese: “Questa squadra mi piace molto, per quanto mi riguarda preferisco usare di più la pietra rispetto ai barocchismi. Questa è una piazza partecipativa, la gente deve venire a vedere quello che succede, anche al campo di allenamento. Non mi piace allenare dove non c’è nessuno“.

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