Visti da vicino: Antonio Di Paola

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Per intervistare l’Architetto Antonio Di Paola, nativo di Galatina (Le), formatosi professionalmente ed artisticamente tra Lecce e Firenze, mi sono tuffata nel luogo dove espone le sue sculture, un’oasi luminosa come i suoi sereni occhi celesti, aggirandomi, naso all’insù, tra alghe dei Sargassi, meduse sospese a mezz’aria e posidonie oceaniche di pietra e vetro molato dal mare.

Prima della delicata poesia delle sue creazioni artistiche, ha fatto prosa Antonio Di Paola, bancario negli anni della finanza ruggente presso un Istituto di credito altrettanto ruggente, che volle sperimentare con ardimento inusitato una finanza sicuramente avveniristica.

E, in banca, Antonio Di Paola portò un tocco della sua fantasia e della passione per i colori: colori utilizzati per una comunicazione innovativa, ideando itinerari bancari a colori differenti per ogni area finanziaria nell’epoca dell’edonismo più squisitamente anni ‘80, dove il colore fluo e la novità espressiva erano il tratto distintivo di qualsiasi attività, dove la sua tecnica dei pixel sgranati si dispiegò in mosaici di ceramica, che stregarono i potenti dell’epoca.

Nel suo giardino barocco – senza fronzoli, però – giapponese, arricchito da sculture snelle, svettanti e delicatissime, dove le amebe sembrano rose, Antonio si è raccontato amabilmente, dedicandomi con incantevole gentilezza il suo tempo e trasmettendomi cultura e sapere.

Con la sua Arte Antonio svolge una ricerca di tipo mimetico sulla natura, rielaborandone le forme con la sua personalissima arte musiva ‘tricolore’, perché il verde, il bianco e il marrone sono i tre colori che l’ amato vetro gli offre e che egli utilizza con la tecnica del bottom frame, delle tessere spezzate, componendo tartarughe, conchiglie, meduse, serpenti…

Il bancario riemerge quando chiedo ad Antonio quali siano i suoi progetti futuri : lui intende guardare e denunciare la realtà, trovando soluzioni; continuando la ricerca; rapportandosi con i critici d’arte in maniera decisamente singolare, testandone la sensibilità prima di concedersi a loro e renderli partecipi dell’energia universale che anima le sue opere.

Anche con le Istituzioni Antonio ha un rapporto di dialogo costante, convinto che l’arte dovrebbe essere fruibile gratuitamente dalla collettività ed essere promossa maggiormente anche all’estero, sfuggendo alla “disattenzione programmata”, che sovente penalizza Arte ed Artisti, i quali dovrebbero invece poter contare su moderni mecenati, soprattutto perché Lecce è ormai innegabilmente un centro di attrazione turistica, connotato da un alto “tasso” di creatività.

Antonio si chiede – con stupore fanciullesco – perché si debba andare sulla Luna, quando quaggiù in Terra c’è ancora tanto da fare…. E qui “in terra”, a Lecce proprio, Antonio fa.

Sta, infatti, curando ed allestendo una mostra d‘arte – dal tema “BABELE… OGGI” – che si terrà in concomitanza con la XVIII Mostra Del Presepio dal 20 dicembre al 6 gennaio presso Palazzo Vernazza e che lancia un messaggio forte agli Artisti: “Riconoscere e denunciare con la propria sensibilità e visione la condizione umana nell’attuale società e di indicarne la fiduciosa svolta”.

Ecco che si riaffaccia nell’Artista il bancario che trova soluzioni : poesia per rimodulare la prosa.