“A ddhai nu beede filu comu a quai”: a Trepuzzi una commedia in vernacolo con la regia di Anna Blasi

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Trepuzzi (Le) – In apertura della Sagra di Sant’Anna si sono svolti il 25 luglio a Trepuzzi anche i festeggiamenti civili che dopo quelli religiosi sono stati organizzati in Piazzetta Alcide De Gasperi dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo. A ridosso dell’allestimento della mostra a cura dell’Accademia del Santino in commemorazione del socio Donatello, da poco scomparso e con la parentesi che inaugura e chiude la serata l’”Euroband La Murgia’s Street Band di Altamura”, nel cuore dell’Evento, tornato alla ribalta dopo la pandemia, si è esibita la Compagnia “NordSalentoTeatro”, che ha fatto divertire gli intervenuti con la commedia “A ddhai nu beede filu comu a quai”.

L’autore Michele Miccoli l’ha scritta per la Compagnia trepuzzina dopo “Nnimu dovuti mmale capire”. Miccoli, cittadino di Caprarica di Lecce è tra l’altro un esperto tra le prime professionalità italiane dell’arte enigmistica.

La regìa è di Anna Blasi e gli interpreti: Franca, Ilenia Blasi, Sandrina Rossana Quarta, Ippolita detta Polly, anche in veste poi di cantante, Roberta Piro, Gherard e Pantoluccio Alessandro Centonze, Nzina Tina De Lemmi, Pippi Giuseppe Rollo, Don Arturo, il personaggio principale, Leonardo Miglietta. Le scene si frastagliano tra una tavola imbandita , fra tristi festeggiamenti alla rinfusa prima e dopo la scena del commiato per l’ipotetica chiusura in una residenza per anziani  del capostipite, il quale riesce a “salvarsi” dall’orchestrata fallita sua introduzione nel pensionato, trovando una soluzione condivisa poi stranamente da tutto il nucleo familiare, divenuto dopo allargato. L’opera comico-drammatica è intrisa di sentimento e di sollecitazioni a continue risate che vedono nella partecipazione colma di spirito negli avvenimenti  esempi classici di miserie umane che si sposano volentieri con la nobiltà d’animo più profonda. La struttura ricalca quella della commedia moderna nella quale campeggia la parte  dell’anziano protagonista che mette a nudo le umane contraddizioni che fanno da sfondo alla credulità di contorno e spesso d’obbligo tra i personaggi che vivono e si muovono nel vernacolo , lasciando poi in sospeso un interrogativo a tutto vantaggio della concretizzazione del pubblico costretto a immaginarsi la risposta. Un’amenità che ripropone in varianti diverse l’amore per il genere che in un’afosa sera all’aperto  trastulla  esperendo frammenti di cultura nostrana, conquistati e uniti nell’alveo della ridente cittadina che grata ringrazia con fragorosi applausi. La Compagnia si sposta il 31 luglio a Caprarica e il 7 agosto a Casalabate.