Tutti per uno, non vince nessuno

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La tornata elettorale del 24-25 febbraio 2013 ha dato origine ad una forte scossa di terremoto nel mondo politico. Il risultato del Movimento 5 Stelle oltre ad un valore puramente elettorale, ha soprattutto un valore fortemente politico. In tutte le regioni il Movimento di Beppe Grillo ha superato la soglia di sbarramento, su base regionale, per portare all’interno del Senato della Repubblica i propri rappresentati. Della stessa portata è stato il risultato ottenuto, su base nazionale, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, ma quello che deve far riflettere maggiormente è la quantità di voti ottenuti dal M5S.

Su base nazionale è il secondo partito, al Senato, con oltre il 23% delle preferenze mentre, alla Camera, è risultato, addirittura, il primo partito raggiungendo il 25,5% superando anche se di poco il Partito Democratico.

Nemmeno nella Puglia del Governatore, nonché leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola la coalizione del centro-sinistra è riuscita ad ottenere il premio di maggioranza al Senato ottenendo solo 4 seggi di coalizione, di cui 3 vanno al PD e solo 1 a SEL  superata dalla coalizione di centro-destra che invece ottiene 11 seggi, tutti del PDL. Il M5S, invece, ottiene ben 4 seggi ed, infine, 1 seggio per Scelta Civica con Monti. Non pervenuti tutti gli altri partiti sia di coalizione sia candidati singolarmente.

Ora tutti si domandano cosa farà la coalizione di centro-sinistra, PD-SEL. Dalle prime dichiarazione da parte dei leader delle rispettive coalizioni si inizia a profilare un panorama sempre più instabile.

Da una parte il centro-destra mantiene le distanze dal M5S ed esclude, almeno inizialmente, qualsiasi “alleanza di scopo” con il centro-sinistra. Dall’altra il centro-sinistra apre, con delicatezza e cautela, ad un’eventuale “concordanza di progetto” con il M5S. Lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato che non si parlerà di alleanze, in quanto non rientrano nei piani del M5S, ma si discuterà punto per punto ogni proposta.

L’unica certezza di questa tornata elettorale è che da grande oggetto di contesa, il premier Mario Monti con il suo movimento Scelta Civica con Monti è stato messo all’angolo, privo di ogni considerazione degna di nota.

Molti giornalisti e politologi hanno forti dubbi sulla durata del prossimo governo ma, come i dati dei sondaggi e degli instant poll sono stati smentiti categoricamente dai risultati reali, niente è dato per scontato. Non ci resta che aspettare.

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