Immigrati in bici di notte e senza luci. Giancarlo Capoccia (Sentire Civico): “Il Prefetto intervenga”

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Lecce – La gente in bicicletta per strada di notte nasce più o meno con la bicicletta stessa, dato che già esistevano le strade, all’inizio dell’800. A quell’epoca però il nome era leggermente diverso: le genti in velocipede per le vie nottetempo ed era un fastidio solo per le poche carrozze che passavano, anche se non spaventava come oggi perché la resistenza agli urti di tali vetture era molto più elevata rispetto alle vetture moderne.

Scenario tutt’altro che romantico o rassicurante quello che oggi, invece, è talvolta “costretto” a subire l’automobilista in transito nelle ore vespertine, quando la luce della luna non è sufficiente ad illuminare i lunghi tratti viari – parliamo di strade comunali e provinciali – il più delle volte popolati da ciclisti immigrati, spesso viaggianti contromano e sprovvisti di qualsivoglia indumento riflettente od oggetto luminoso atto a segnalare la loro presenza lungo quel percorso. Ragion per cui appare quasi impossibile evitare scontri mortali.

Sul tema interviene Giancarlo Capoccia, Coordinatore Provinciale del Movimento Politico Culturale “Sentire Civico”: “Sarebbe auspicabile – scrive Capoccia in una nota diffusa agli organi di stampa – che, non solo gli immigranti siano istruiti al codice della strada in vigore nel nostro Paese, a cura di chi ne è il responsabile o di chi li accoglie, ma si ritiene necessario che le biciclette date loro in dotazione siano perfettamente efficienti e dotate, dunque, di tutti i sistemi di segnalazione per le ore notturne. Tutto ciò al fine di evitare la possibilità di gravi incidenti e disagi agli automobilisti, i quali, tra le altre, monto spesso sono costretti ad utilizzare su tali strade e nelle ore notturne i fari alti, infrangendo le norme di buona conduzione dell’autovettura. Per questo chiediamo al Prefetto di Lecce di intervenire con strumenti opportuni al fine di sensibilizzare le cooperative che gestiscono i centri di accoglienza sulla necessità di istruire i migranti sulle norme del codice della strada italiano, obbligarli ad indossare di notte strumenti ad alta visibilità e a dotarli di biciclette efficienti”.