Fusione dei Comuni Martignano e Caprarica: “Finanziamento fine a se stesso?”

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Il coordinatore del Movimento Regione Salento Giuseppe Rosato

Sul dibattito per la fusione tra i due comuni di Martignano e Caprarica, entra in gioco il gruppo di Minoranza “Martignano Futura” che affida ad una nota la sua posizione contraria al progetto e la motivazione: “Un’operazione progettata ad arte che poco ha a che vedere con i reali bisogni dei cittadini di Martignano e Caprarica. Durante il consiglio comunale del Comune di Martignano, convocato in via straordinaria e d’urgenza il 29 settembre per approvare la convenzione tipo tra i Comuni di Martignano e Caprarica di Lecce per l’affidamento di un progetto di fusione, i consiglieri di minoranza del Comune di Martignano Giuseppe Rosato, Caterina Bray e Orazio Corianò, hanno espresso la loro contrarietà alla fusione tra i due enti locali. Per il gruppo di minoranza sembrerebbe più una spasmodica voglia di prendere un finanziamento regionale per uno studio accademico che non porterà a niente; tra l’altro, le differenze tra i due enti locali non sono poche: il comune di Caprarica appartiene all’Unione dei comuni “Terre di Acaya e di Roca” a differenza di Martignano, comune appartenente all’Unione dei comuni della “Grecìa Salentina”; ancora Caprarica fa parte dell’AROLE2 mentre Martignano, già da 2 anni, ha preso parte all’ARO LE5. Non si tratta di semplici banalità, da tutto ciò derivano accordi e contratti che ovviamente sono vincolanti per entrambe le amministrazioni.

E’ d’obbligo allora chiedersi: come mai questo ambizioso progetto di fusione non è stato rivolvo in primis ai paesi limitrofi del comune di Martignano e appartenenti alla Grecìa Salentina? Da ciò è spontaneo quindi pensare che questo grande polverone chiamato “studio di fattibilità in vista della fusione” altro non è che un modo per accontentare qualcuno. Tra l’altro, la fusione porterebbe alla costituzione di un comune con poco più di 4000 abitanti, insignificante in termini numerici.
A rimarcare la sua contrarietà a questo progetto di fusione: il Consigliere Giuseppe Rosato, coordinatore del Movimento Regione Salento, ribadisce che con la fusione “si spezza la vita di un territorio, la sua identità storica”. Al di là di ogni studio di fattibilità – che sarà finanziato dalla Regione Puglia e che auspichiamo sia almeno affidato a un team di giovani competenti di entrambi i Comuni – i cittadini devono sapere che la fusione non farebbe altro che cancellare per sempre Paesi con storie diverse, con origini diverse e con tradizioni diverse. E’ vero che si creano Comuni più grandi, ma altrettanto più grandi saranno i costi da sostenere. Varrebbe veramente la pena cancellare un Comune solo per accaparrarsi più agevolmente e per alcuni anni dei finanziamenti? E una volta che questi finanziamenti saranno finiti? Non ci bastano già gli enormi danni fatti a discapito delle province con la riforma Delrio, bisogna penalizzare anche i comuni ora? Il gruppo di minoranza del Comune di Martignano, durante l’adunanza convocata per l’approvazione dello studio di fattibilità, ha invitato l’amministrazione comunale a focalizzarsi piuttosto sulla condivisione dei servizi nell’Unione dei Comuni della Grecìa che ha già dimostrato di non essere rispondente alle necessità dei territori con interessi e logiche gestionali troppe diverse da non riuscire a predisporre neppure un bando per la raccolta dei rifiuti, nonostante il commissariamento e ora ci vengono addirittura a raccontare la storiella della fusione? Tutti i cittadini devono essere messi a conoscenza che una volta realizzata la fusione non si potrà più tornare indietro. Il processo oltre che catastrofico sarebbe irreversibile.