Vacanze, roba di casa nostra

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Articolo scritto in collaborazione con Mariella D’Anna, operatrice nel settore turistico


“Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare”, il tormentone degli anni ’60 torna attuale più che mai, in questa capricciosa estate 2020. Il Covid-19, questo invisibile nemico, detta altre regole e impensabili limiti che impongono scelte precise. In stand-by la voglia di partire verso destinazioni lontane ed esotiche, miraggio di quanti, già con la valigia in mano, erano pronti a  escursioni e ad avventure, da fermare sulle proprie cartine geografiche con l’asticciola.

Che peccato!, ma non è proprio così; in realtà resta imponente il desiderio di evadere quanto possibile, e concedersi una normalità tanto agognata. Nonostante il via libera agli spostamenti sull’intero territorio nazionale ed in parte all’estero, gli italiani hanno scelto, andranno in vacanza optando per mete nostrane, permettendosi sollazzi a volontà; è un turismo “a Km zero”. Ciò a tutto beneficio di cuore e spirito dei vacanzieri, che potranno risparmiare dei quattrini e rimanere a casa. E ciò riguarda una fetta importante di popolazione, da nord a sud della Penisola che vanta, accanto ad arte, tradizione, cultura e storia, la scoperta del cibo e del vino locali, valore aggiunto delle vacanze; fiore all’occhiello del settore enogastronomico nostrano.

La nostra Regione è, ormai da tempo, una meta prediletta da turisti esteri e italiani, soprattutto lombardi, per la diversificazione dell’offerta presente, che dal mare all’entroterra permette di soddisfare i più svariati palati; esigenze di ogni tipologia di turismo balneare, culturale, religioso, e chi più ne ha più ne metta. Infatti lo svuotamento delle strade, piazze e spiagge non ha retto al richiamo del sole e del mare. Si assiste al ritorno della natura allo stato brado. Il turista è accolto in Puglia senza alcun tipo di prescrizione, se non con il principio del distanziamento sociale, per evitare gli assembramenti, semplicemente con il richiamo al senso di responsabilità. Questo non significa che non si rimane rapiti da tutto quanto ci attornia. In spiaggia vi è un rinnovato senso di libertà e di relax con il respiro dello iodio e con la mascherina pronta all’uso solo al bar delle rotonde.

È vero, reale, fantastico, siamo alla punta dello stivale, gioiamo, tuffiamoci sulle tiepide onde che spumeggiano, lasciando il sapore di sale sulla pelle vellutata, abbracciando, anche se per pochi istanti, grandi e bambini. Gli specchi d’acqua riflettono gli splendidi raggi solari che dipingono di vari colori il mare nostrum, invidiato da molti. Ormai siamo al top delle mete ricercate e forse era proprio il momento di valorizzarle, anche noi, che ne riconosciamo la maternità. E magnificate dai poeti, queste immensità azzurre sono una vera panacea per coloro che si curano con la cromoterapia. In estate si assottigliano le differenze geografiche a tutto guadagno di un benessere che non ha né genere né confini. Spudoratamente bello lo sfondo animato dalle coste rigogliose con lussureggianti verdi maestose piante, che circoscrivono le bellezze naturali di questo meraviglioso angolo di paradiso. E  tutto questo avviene per chiudere, anche, in chiave sonora, come recita la canzone di Bennato e della Nannini ,”sotto il cielo di un’estate italiana”.