“La Bottega del Teatro”, Mario Cutrì e l’importanza di fare cultura

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La “Bottega del Teatro” nasce a Mesagne nel 1997 per volontà di un gruppo di appassionati del proscenio, tutti provenienti da esperienze diverse quanto a formazione ed impostazione. Costituita in associazione con a capo Mario Cutrì nelle vesti di Direttore, organizza, su tutto il territorio mesagnese e anche oltre, importanti e prestigiosi appuntamenti, dove la partecipazione è sempre alta ed attenta.

In una mattina assolata di settembre incontriamo Mario, un uomo affabile, espansivo, con un accento tra il napoletano e il mesagnese, dalle maniere gentili e cortesi, che in molte occasioni s’è rivelato determinante per la vita e per la storia del teatro a Mesagne, e della “Bottega del Teatro” in particolare. Un uomo che conosce questo mondo dal di dentro e ne comprende dinamiche e proiezioni.

Mario, lei dove si è formato e quali sono stati i personaggi più influenti che hanno segnato la sua carriera artistica?
Ho frequentato il Liceo Classico a Cava dei Tirreni, Salerno, nell’abbazia Benedettina; la scuola oltre ai collegiali era aperta ai semiconvittori e agli esterni. Lì c’era un monaco benedettino amante di teatro che mi ha sollecitato e avviato all’arte della recitazione. Passione che poi è continuata a Roma dove io mi recavo spesso dal maestro Ubaldo Lay (nome d’arte di Ubaldo Bussa) il famoso tenente Sheridan, celebrità tra gli anni ’60 e ’70, che dopo gli esordi negli spettacoli del GUF (Giovani Universitari Fascisti) si formò all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Fondamentale è stato il suo insegnamento per la mia formazione.

La Bottega del Teatro ha messo in scena numerosissimi spettacoli di grande valore. Vogliamo ricordarne qualcuno?
Tra gli innumerevoli ricordo: “Arsenico e vecchi merletti” (adattamento teatrale a cura di Rosy Sapienza, (2002); “Ridere” (2005); “Na voce, na chitarra e o ppoco e luna” (2010) , una spolverata del grande teatro di Napoli, intervallato dalle più belle poesie di autori quali Salvatore di Giacomo, Eduardo, Peppino De Filippo e Totò. Uno spettacolo che si apre con il “fattariello” per eccellenza, la storia di un amore travagliato tra due giovani e focosi innamorati, Gennaro e Concetta, e si chiude con la celebre “Livella” di Totò; “L’uomo dal fiore in bocca” (2011); “Adda passà a nuttata” omaggio ad Eduardo De Filippo, affidato alla mia voce e a quella di Antonella Golia (2013), ambientato nel suggestivo atrio del Castello di Mesagne; “Natale in casa Cupiello” allestito negli spazi esterni della Galleria d’Arte Contemporanea “Le ali di Mirna” di Mesagne (2016); tre appuntamenti dedicati ad Anton Cechov, incentrata su “Fra Dio c’è e Dio non c’è” aforisma del grande drammaturgo, e su uno dei monologhi più conosciuti dell’autore “Fa male il tabacco” interpretato da me;“Omaggio al Principe Antonio De Curtis” in arte Totò (2017); “Amori e Rumori” di Luciana Grifi con la mia regia insieme a Giuliana Dolci (2017) organizzata con il patrocinio del Comune di Mesagne; “Quattro chiacchiere su Napoli”(2018).

Nel suo pensiero più maturo che cos’è che tiene a sottolineare di più con la sua produzione artistica?
Viviamo un’epoca in cui la bellezza e la cultura sono un optional ed io, con il mio impegno costante e continuo, cerco di fare in modo che la cultura generi valore, portando verso un sistema e una sensibilità con maggiori gradi civiltà. Valorizzazione della cultura quindi, mediante iniziative soprattutto teatrali attraverso le quali poter amplificare la vita in tutti i sensi, rendendola più bella, più profonda e anche più vera.

Qual è l’idea portante della “Bottega del Teatro”?
L’idea è quella di diffondere la cultura, il teatro, la socializzazione, la crescita del territorio, tramite, anche la promozione della lettura. Abbiamo curato oltre a eventi di grande caratura anche la presentazione di numerosi libri.

Le sono stati conferiti dei premi prestigiosi per le importanti attività che ha svolto e che svolge nel campo della cultura. Vogliamo parlarne?
Ho ricevuto nel luglio del 2017 a Lecce, c/o l’antico Teatro Romano l’ambito premio internazionale d’Arte dedicato al pittore spagnolo “Diego Velazquez” per le importanti attività espletate sul territorio. Nel dicembre dello stesso anno ho ricevuto un altro premio prestigioso: “il Pensatore” premio internazionale per i diritti umani 2017, alto riconoscimento per i diritti civili e l’impegno sociale. Nel giugno del 2018 per il mio impegno artistico e sociale mi è stato conferito c/o l’Hotel President di Lecce il premio internazionale d’arte “Julio Caesar”. Inoltre abbiamo ricevuto come Associazione numerose targhe e riconoscimenti.

Quali sono stati i luoghi che hanno influenzato di più la sua personalità artistica?
Sicuramente Napoli, da sempre sono stato innamorato di Napoli, della poesia, del teatro napoletano; il Salento -e secondo me di tutte le zone della Puglia- è quello che, invece, si avvicina molto alla città partenopea per la creatività musicale ed artistica, per il calore della gente: trovo loro delle affinità, degli elementi comuni.

I suoi progetti per il futuro come artista e i progetti per il futuro della Bottega del Teatro?
La mia idea preponderante è quella di dedicarmi a 360° alla Bottega del Teatro, allargare i confini dell’Associazione anche a livello nazionale per creare delle sinergie, dei momenti di condivisione e di scambio con altre realtà associative; il tutto finalizzato a realizzare eventi e manifestazioni di spessore per diffondere maggiormente la cultura.

Spesso non ci si accorge che le associazioni culturali rivestono un ruolo di grande valore, di importanza decisiva per la crescita civile dei territori e per la promozione di una cittadinanza attiva. “Fare cultura” per la Bottega del Teatro che valenza ha?
In effetti spesso non ci si accorge del lavoro svolgo dalle associazioni, delle energie e delle importanti risorse che mettono in campo, ma non è il caso di Mesagne dove invece da sempre, e in particolare dagli ultimi anni, c’è stato un incremento dell’associazionismo che ha favorito il territorio, innescando un forte ed inatteso processo di crescita . Noi non operiamo solo sul territorio mesagnese, le nostre attività hanno avuto location a Campi, Guagnano, Squinzano, Fasano, Francavilla Fontana e il nostro intento è fare ancora tanto…e bene!