Frans Brüggen, un musicista che ha compreso il valore dell’antico

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Il 30 ottobre 1934 ad Amsterdam, esattamente 86 anni fa, nasce un musicista destinato a diventare, in particolare, un grande interprete della musica barocca. Molti appassionati di musica antica lo indicano come il Virtuoso del flauto diritto (flauto dolce) già dagli Anni Cinquanta e Sessanta.

Agli studi di flauto (diritto e traverso) affianca quegli musicologici, dedicandosi alla riscoperta dei repertori antichi e collaborando per molto tempo con Gustav Leonhardt (clavicembalo) e Anner Bijlsma (violoncello), come testimonia l’ampia discografia.

A soli 21 anni diventa professore di flauto dolce presso il Muziecklyceum della sua città e al Conservatorio dell’Aia; insegnerà, successivamente, in molte altre prestigiose istituzioni internazionali.

Insieme a Kees Boeke e Walter van Hauwe Brüggen fonda nel 1972 il Sour Cream e nel 1981 è protagonista come direttore dell’Orkest van de Achttiende Eeuw più conosciuta come Orchestra del XVIII secolo.  Molti compositori gli hanno dedicato loro lavori; tra essi segnalo Luciano Berio che ha scritto: «Frans Brüggen è un musicista che non è un archeologo, ma un grande artista».

Sia come virtuoso di flauto che come direttore d’orchestra l’artista olandese è stato un filologo ed un artigiano della musica. Rispolverare dalle biblioteche antiche musiche non ha significato solo eseguirle e valorizzarle ma ha offerto un segno tangibile agli appassionati e non di questa musica poiché l’Antico non è sinonimo di vetustà, di noiosità, ma di humus imprescindibile per avventurarsi, poi, verso altri sentieri, verso altre interpretazioni di musiche di epoche successive.

La sua avventura terrena, conclusasi il 13 agosto del 2014, lascia un grande esempio di dedizione e di servizio alla musica oltre a rappresentare un modello di musicista che ha dedicato l’intera vita alla ricerca della “verità” (alétheia) com’ è accaduto solo ai grandi.

Questo breve scritto è anche un ricordo di gratitudine risalente ai miei anni di studio presso l’Accademia Chigiana di Siena in quegli Anni Ottanta fervidi d’interessi per la musica antica in Italia. Incontrarlo anche quando più volte ha diretto l’Orchestra Regionale Toscana (ORT) è stata una grande lezione interpretativa caratterizzata sempre da un colore e da un fraseggio singolare, come singolare va definita la vita di questo straordinario musicista.