Cari amici, vi scrivo

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In questo periodo, soprattutto da parte di molti bambini e persone anziane, si guarda il mondo attraverso la finestra. Per i più fortunati è possibile scambiare due parole in famiglia o con strumenti elettronici al fine di colmare le distanze e farsi coraggio scacciando inoltre la noia, mentre ad altri non resta che accontentarsi di osservare ciò che riesce ad offrire il suo campo di osservazione. Sotto certi aspetti il vetro che separa l’interno dell’abitazione dall’esterno costituisce uno specchio che riflette luci e ombre che albergano dentro ognuno di noi e attendono di armonizzarsi con il resto del mondo.

Altri, invece, sentono l’esigenza di scrivere una lettera (oggi una mail o un messaggio) ad un parente e/o amico come alcuni secoli fa accade alla donna seduta immortalata nel dipinto di Vermeer, mentre l’altra figura femminile sembra più interessata a guardare all’esterno della stanza attraverso la finestra.

Se per l’armonia si parla di costruzioni, connessioni e di principi fondamentali dal punto di vista musicale, allo stesso modo anche nei rapporti umani c’è bisogno di pensare in modo verticale consentendo così una realizzazione “armoniosa” della vita come accade riguardo ad una partitura. Ognuno di noi è una melodia, un gesto sonoro che ha bisogno di relazionarsi in un rapporto dialogico (contrappuntistico) alla ricerca dei giusti equilibri.

Tornando all’esigenza di armonizzarsi con il mondo, come accade ai musicisti prima di suonare insieme, ecco che la conditio sine qua non consta nella necessità di riaccordarsi con se stessi.

L’urgenza dovrebbe muovere partendo da una comunicazione e relazione più rispettosa ascoltando gli altri affinché rendere sempre meno distanti le disuguaglianze sociali, religiose, culturali, economiche e linguistiche.

Attingendo ancora al linguaggio dei suoni potremmo dire che in questo periodo la grande partitura della vita presenta una pausa e sta a noi interpretare il tutto correttamente. Trattasi di una fermata, di un silenzio che, se da un lato invita alla riflessione, dall’altro esorta ad una ripresa, ad un’autentica rinascita.

Allora spalanchiamo le nostre finestre iniziando a guardare con occhi nuovi un mondo che ha bisogno sempre più di essere curato e amato.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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