Roma, premio “Alfieri del Lavoro” per la giovane novolese Rachele Parlangeli

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Rachele Parlangeli

Roma – Novoli (Le) – Il Premio “Alfieri del Lavoro” è un riconoscimento assegnato ogni anno dal Presidente della Repubblica ai 25 migliori studenti che abbiano terminato la scuola secondaria di secondo grado con il massimo dei voti.
Istituito nel 1961 in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, gli Alfieri del Lavoro vengono premiati al Quirinale insieme ai nuovi Cavalieri del Lavoro.

I Dirigenti scolastici individuano gli studenti più meritevoli del proprio Istituto, e partecipano al bando. In seguito, avviene una selezione basata sui voti conseguiti dai candidati di tutta Italia. Tra i venticinque migliori studenti italiani che saranno premiati quest’anno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, c’è una salentina d.o.c. Rachele Parlangeli. Un nome ed un premio che riempiono d’orgoglio particolarmente la nostra comunità. Rachele, infatti, pur risiedendo a Lecce, ha origini novolesi. Il papà Roberto e la mamma Debora Teni, sono novolesi da generazioni, e a Novoli continuano a vivere le loro famiglie. Con Novoli la giovane studentessa ha un rapporto stretto fatto di legami e affetti solidi.

Rachele ha un percorso di grandi successi scolastici che è iniziato dalla base. Ogni anno promossa con il massimo dei voti, fino al 100 e lode finale, conseguito presso il Liceo Linguistico P. Siciliani di Lecce.
La raggiungiamo telefonicamente a Roma dove ha intrapreso gli studi di Giurisprudenza presso l’Università Luiss, e le rivolgiamo alcune domande.

Rachele, ma una ragazza che ha sempre preso 10 nella sua esistenza, ha tempo per dedicarsi ad altre attività, di coltivare degli hobbies?

Nel mio caso, sì, tantissimo. Perché se c’è la passione, il tempo lo si trova.

Quali sono i tuoi interessi?

Innanzitutto lo scoutismo, che mi ha formata fin dall’infanzia. I viaggi, sia con la scuola che con la famiglia. La lettura, soprattutto dei classici, anche se apprezzo molto anche alcuni Autori contemporanei, tra cui Baricco. Scrivo, dipingo, e canto nel gruppo di pizzica Original Salento Tarantae.

Perché hai scelto gli studi di Giurisprudenza?

Diciamo che è una sfida. Nel mio percorso scolastico non ho avuto modo di approfondire il Diritto, così ho deciso che lo avrei fatto all’Università.

Dunque ‘da grande’ Rachele che cosa diventerà?

Mi piacerebbe tentare la strada della Magistratura o, mettendo a frutto la conoscenza delle lingue, un percorso di ambito internazionale.

Tu sei un esempio per tanti ragazzi. Se dovessi mandare un messaggio ai tuoi coetanei, che cosa diresti?

Innanzitutto voglio precisare che sono convinta che ci siano tantissimi ragazzi bravi a scuola e nella vita, che svolgono le loro attività con serietà impegno e passione. Se dovessi dir loro qualcosa, li esorterei a studiare e ad essere rappresentanza della gioventù più bella, perché cultura è bellezza, senza cultura l’uomo sarebbe vuoto.

E se potessi rivolgere una domanda al Presidente Mattarella, che cosa gli chiederesti? 

Gli chiederei di noi, della nostra Italia. Di come la vede dalla sua posizione, di come vede il futuro in generale e di quello di noi giovani in particolare.

Salutiamo Rachele che in questi giorni, insieme ai colleghi che saranno premiati, visiterà Saxa Rubra, Villa Borghese e Montecitorio, dove incontrerà la Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini. Cerimonia di premiazione Giovedì 22 ottobre. Ad maiora, Rachele. Siamo convinti che da qualche parte di questo sconfinato universo anche nonno Uccio e nonno Mario Teni sono fieri di te.