Madre Teresa di Calcutta: «È Natale ogni volta…»

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Quanto sarebbe bello camminare insieme con chi è diverso da noi, senza distinzione di genere, condividendo quel «Cammineremo insieme a te, verso la libertà» come recita una nota canzone mariana.

Pur consapevoli della difficoltà nell’individuare una guida sicura nel viaggio della vita, ‘guida’ esemplare resta senza dubbio Madre Teresa di Calcutta, emblema dell’amore e della bellezza cristiana.

«Il mio cuore è così puro da poter vedere il viso di Dio in mio fratello, in mia sorella, quella nera, quella nuda, quella che ha la lebbra, quella che sta morendo? Questo è ciò per cui dobbiamo pregare. Poiché Dio vive in noi e ci rende divini e noi siamo tutti fratelli e sorelle, una grande famiglia di figli di Dio».

Così amava parlare del prossimo, quella piccola “matita nelle mani di Dio” che ha dedicato la vita a servire i più poveri tra i poveri. Il suo amore è stato fecondo perché ha saputo moltiplicarlo come ha fatto Gesù, con i pani e con i pesci. Nel suo DNA era scritto, citando Benedetto XVI, che «l’amore per il prossimo è una strada per incontrare Dio».

Ecco che il prossimo diventa fratello e non un rivale da combattere. Al ciceroniano mors tua vita mea si offre tutta una serie di comportamenti che ci portano ad edificare una civiltà dell’amore senza egoismi ed individualismi.

Operazione non facile, in quanto bisognerebbe sforzarsi di andare controcorrente, rispetto a tanti modi di pensare e di agire della nostra società. Spesso, dimentichiamo che accogliere l’altro è anche una necessità per noi stessi poiché la stessa diversità può diventare reciprocità, scambio che arricchisce la nostra vita.

Abbiamo sollevato il problema dell’accoglienza, un tema che oltre che ad essere presente nel DNA del cristianesimo e nella storia dell’umanità, continua ad offrire punti di vista diversi. In questa occasione, pensando all’avvicinarci del Natale, circoscriviamo l’argomento all’amore scambievole basato sulla dignità e che va oltre la ricchezza e la povertà materiale.

La strada indicata da Madre Teresa è quella dell’amore verso il prossimo, che va oltre l’eros e richiede pazienza e non scelte dettate da “convenienze” e/o stereotipi:

«Non amate per la bellezza, perché un giorno finirà. Non amate per l’ammirazione, perché un giorno vi deluderà. Amate e basta, perché il tempo non può far finire un amore che non ha spiegazioni».

L’espressione “Amate”, nella sua iterazione, nell’indicare quanto sia importante il verbo “amare”, inteso come verbum mentis, diventa il cuore della frase, che a sua volta si trasforma in metafora della e per la vita.

Ancora una volta il refrain dell’amore diventa la bussola per camminare insieme e – soprattutto in questo tempo natalizio – accoglienza della rinascita di Gesù.

È Natale

È Natale ogni volta / che sorridi a un fratello / e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta / che rimani in silenzio / per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta / che non accetti quei principi / che relegano gli oppressi / ai margini della società.
È Natale ogni volta / che speri con quelli che disperano / nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta / che riconosci con umiltà / i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta / che permetti al Signore / di rinascere per donarlo agli altri.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio «G. Rossini» di Pesaro, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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