Una mostra nella mostra

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Lecce – Si è concluso a Palazzo Vernazza, cinquecentesco edificio di Lecce, nel giorno dell’Epifania un evento molto interessante; anzi, due!

La mostra d’arte “Babele … Oggi”, curata dall’Architetto e Artista Antonio Di Paola, e la concomitante XVIII Mostra del Presepio, a cura dell’Associazione Italiana Amici del Presepio Sede di Lecce, fondata a Roma nel 1953 da Angelo Stefanucci, hanno animato con un pubblico attento e incuriosito le tante salette e il sotterraneo Tempio di Iside dello splendido Palazzo barocco nel cuore del centro storico.

Storia, tradizione e modernità si sono amalgamate e perfettamente coniugate, mostrando i vari volti dell’arte, che mai come stavolta si è adattata alla realtà : i Presepi (realizzati anche da bravissimi hobbysti salentini e non) più caratteristici e quelli più ‘alternativi’ e contemporanei sono stati in esposizione a braccetto con le opere di Artisti scalpellini, ceramisti, pittori.

Respiro degli affetti, quello suscitato dalla Mostra del Presepio, con la suggestione dei ricordi e degli stupori fanciulleschi; riflessione sui temi della vita, ha ispirato, invece, la “Babele … Oggi” di Antonio Di Paola, che ha chiamato a raccolta i partecipanti facendoli soffermare sui mali della società attuale, afflitta da paure, incoerenze, lotte anche dell’anima.

Le “Città di guerra” di Tonio Bisconti sono forse l’Opera più emblematica del male di vivere : muraglioni alti e ripidi, forati da tante finestrelle, che – sole – lasciano a noi la speranza che la luce possa comunque attraversare i travagli della vita e dell’animo umano.

La “Vanità” del pluripremiato Maestro Claudio Rizzo ci fa soffermare su quanto sia fugace e spesso inutile pavoneggiarsi su un tacco a spillo…perché tanto poi la corsa comunque termina…

Il total white e l’elegante leggerezza di un’ Opera di Roberta Fracella risplendono in una nicchia preziosa nel cuore di Palazzo Vernazza, ricordandoci che dopo il buio non può non arrivare la luce.

E che dire, poi, del fascino innegabile delle “pietre” di Antonio Di Paola, che invita i peccatori a farsi avanti, perché del buonismo e dell’ipocrisia ne abbiamo tutti abbastanza?

Due mostre tutte da godere e da rivedere ancora nella mente, interpretando – ognuno con i propri strumenti del pensiero – ciò che si è ammirato in questo Natale leccese freddo e indimenticabile.